giovedì 8 dicembre 2016

MISTERIOSA VAL D'EGA:
ALLA SCOPERTA DEL SITO PROTOSTORICO DI ENZBIRCH

Una passeggiata lunga ma molto panoramica, ideale per sgranchirsi un po' le gambe e prendere confidenza con l'eccellente rete sentieristica della Val d'Ega, è quella che dal grazioso abitato di Nova Ponente conduce, costeggiando alpeggi verdissimi punteggiati da masi dalle origini secolari, sino al castelliere di Enzbirch, uno tra i più misteriosi siti protostorici di tutta la provincia bolzanina.

Indicazioni per il sito protostorico di Enzbirch

Edificato con molta probabilità dai Reti, bellicosa popolazione italica stanziatasi nelle Alpi centro-orientali a partire dall'Età del Ferro (parliamo dunque di una cosa come duemila e cinquecento anni fa!), il villaggio fortificato di Enzbirch sorge in cima ad una rupe alta più di 1.200 metri, da cui godere di una vista magnifica sia sulla sottostante Val d'Adige che sulle vellutate montagne che la incorniciano.
Originariamente circondato da una massiccia cinta muraria, visibile oramai solo per brevi tratti, sappiamo poco o nulla circa le vicissitudini storiche che portarono all'abbandono di questo antico insediamento, e le scarse testimonianze rimaste, scoperte nel lontano 1920 e consistenti per lo più in cumuli di pietre, non chiariscono di certo i molti dubbi sul suo reale utilizzo. Che si trattasse di un sito costruito a scopo difensivo o di un'area destinata allo svolgimento di riti sacrificali, comunque, la strada per arrivare quassù è talmente bella, talmente poco frequentata e silenziosa che non parlarvene sarebbe un vero peccato...
Allora via, bando alle ciance e partiamo!

Il panorama dalla rupe di Enzbirch (© www.schadnerhof.it)

L'escursione ha inizio dal parcheggio situato in prossimità della coloratissima Piazza Gibitz, su cui si affacciano sia la cinquecentesca chiesa dedicata ai Santi Ulrico e Volfango, riconoscibile dallo slanciato campanile romanico, che il super fornito Ufficio Turistico locale, dove fare incetta di mappe e dépliants utilissimi per spostarsi in autonomia da un sentiero all'altro.

Uno scorcio della bellissima Piazza Gibitz

Partendo da qui, esistono due modi per raggiungere il nostro sito:
- imboccare la stradina in lieve salita (segnavia 1 e 2) che collega il centro del paese al Maso Lupicino (Wölflhof in tedesco), e una volta qui proseguire sempre dritti senza mai perdere di vista le indicazioni per Laives - Enzbirch (segnavia 10),
- attraversare il parcheggio ed incamminarsi lungo il cosiddetto Kirchweg (segnavia K) per ricongiungersi al primo sentiero in prossimità del pittoresco Maso Badstuber, da cui il villaggio protostorico dista poco meno di un'ora.
Una buona soluzione, trattandosi di un itinerario in parte ad anello (vedi cartina in basso), potrebbe essere in alternativa quella di percorrere una strada all'andata e l'altra al ritorno, come abbiamo fatto noi, ritrovandoci a fine giornata ad aver macinato la bellezza di 17 km (piccole deviazioni incluse).
Ma vediamo nel dettaglio come affrontare al meglio questa bella passeggiata!

Il percorso da Nova Ponente ad Enzbirch (la mappa è tratta dal sito della Kompass):
le stelline indicano i vari masi incontrati lungo il cammino, mentre in arancio e rosa sono
evidenziate la strada dell'andata (arancio) e quella del ritorno (rosa, partendo dal Badstuber)

Lasciata la macchina in uno dei tanti posti liberi a disposizione e fatta scorta di acqua alla fontana posizionata al centro del parcheggio di Piazza Gibitz (vi consiglio di approfittarne perché non ne incontrerete altre!), ci dirigiamo all'imbocco di via Bühl, una stradina a tratti asfaltata e a tratti sterrata che, superate alcune deliziose villette ed un belvedere con panchina da cui ammirare un ampio panorama sulla vallata, conduce in circa una ventina di minuti sino al Gattererhof, il primo dei tanti masi rurali che incontreremo durante il nostro cammino.

Segnavia per il Maso Lupicino (o Wölflhof in tedesco) posizionato all'inizio di via Bühl

Percorso questo primo tratto in salita, abbastanza faticoso in quanto totalmente esposto al sole, il sentiero si inoltra quindi nel bosco, ma non prima di aver costeggiato un laghetto, utilizzato in realtà come bacino antincendio, a poca distanza dal quale, seminascosto tra la vegetazione, un piccolo mulino in funzione cattura subito la nostra attenzione! A raccontarcene la storia è un pannello in legno posizionato dal lato opposto del fiume, sul quale è riportata l'inquietante leggenda della sega fantasma di Monte San Pietro... curiosi di conoscerla?
Eccovi serviti:
"Viveva un tempo, tra Aldino e Monte San Pietro, un contadino molto avaro. Poiché era l'unico nel raggio di chilometri a possedere una sega, tutti quelli che avevano bisogno di un'asse o di una tavola di legno erano obbligati a rivolgersi a lui. Ogni volta che qualcuno gli portava i propri tronchi, però, il contadino teneva per sé i più belli, riuscendo così ad accumulare in breve tempo un'enorme ricchezza. Quando voleva sentirsi appagato, si chiudeva in casa sbarrando la porta col chiavistello, tirava fuori la calza che conteneva il denaro di cui era entrato in possesso in modo illegittimo e passava le ore a contarlo: questa era la sua occupazione preferita, e più invecchiava peggio diventava. Si dice che gli spilorci vivano più a lungo delle altre persone, e così fu anche per questo contadino, che raggiunse un'età abbastanza avanzata; ma quando venne la sua ultima ora, per espiare tutti i peccati compiuti in vita, il suo spirito fu condannato a girare a mani nude la ruota gelata del mulino situato presso il Rio Renner e a tagliare pesanti blocchi di ghiaccio come fossero tavole di legno... Ecco perché, ancora oggi, c'è chi giura di aver sentito, camminando nel bosco, il lamento di dolore del contadino..."
Bacino antincendio in prossimità del Maso Gatterer... sembra o no un laghetto di montagna?

Oltrepassato il mulino giungiamo dunque ad un primo bivio, e anche se la scelta più ovvia sarebbe quella di svoltare a destra continuando a farci guidare dalle indicazioni per il Wölflhof (di cui vi allego una diapositiva), proseguiamo invece dritti, costeggiando un'azienda di famiglia ed un paio di agriturismi (tali Gallmetzer e Holzer) fino a ricongiungerci col sentiero 10, che da questo momento in poi sarà l'unico che dovremo seguire.

Maso privato lungo la strada per il Wölflhof

Percorso un lungo ma molto affascinante tratto nel bosco, durante il quale ammirare alberi altissimi e specie di funghi ed erbe selvatiche mai viste prima, raggiungiamo quindi il caratteristico Maso Badstuber, a poche centinaia di metri dal quale, adagiato al centro di un pianoro erboso dalle incredibili tonalità di verde, scorgiamo finalmente l'Höggerhof, accogliente maso di proprietà della famiglia Zelger la cui costruzione sembra risalire addirittura al 1242!

Incontri speciali al Maso Högger: un gattino appisolato proprio di fronte alla porta d'ingresso e
una dolcissima labrador incinta con cui abbiamo condiviso i nostri panini 🐶

Il tempo di qualche carezza alla bella cagnona accoccolata sul prato accanto al fienile e ci rimettiamo in marcia, stavolta con destinazione Schadnerhof, imponente maso risalente al XIV secolo ma riconvertito in agriturismo soltanto nei primi anni Sessanta, da cui il sito di Enzbirch dista appena 30 minuti di cammino (ce l'abbiamo quasi fatta!).

La strada per lo Schadnerhof; sulla sinistra, la chiesetta del maso

Visitata la graziosa cappella posizionata alle spalle dell'edificio, ci addentriamo pertanto nuovamente nel bosco, seguendo ancora per un po' la forestale fino a raggiungere un bivio, dal quale si diparte un sentierino (contrassegnato dalla lettera E) che, superato un lieve dislivello in discesa (rispetto al Maso Schadner, situato ad un'altitudine di 1.363 metri, il sito di Enzbirch sorge infatti un centinaio di metri più in basso), conduce dritto alla meta della nostra escursione.

Il tratto finale del sentiero per Enzbirch (© Mystische Orte in Südtirol)

Ad accompagnarci fino al punto più panoramico, attrezzato con una panchina dove riposarsi e godere di una vista strepitosa sulla Val d'Adige e sulle vicine cime del Corno Bianco e del Corno Nero, sono tratti di mura crollati e pietroni disposti in forma circolare, testimonianza del passaggio di antiche popolazioni di cui, purtroppo, non ci è rimasto nulla se non qualche minuscolo frammento ceramico.

Ciò che resta del castelliere di Enzbirch (© Mystische Orte in Südtirol)

Ammirato ciò che resta del sito e tornati indietro fino all'Höggerhof, possiamo a questo punto scegliere se ricalcare la stessa via dell'andata o, come scritto ad inizio post, percorrere la stradina con partenza in prossimità del Maso Badstuber fino ad incrociare il cosiddetto Kirchweg (segnavia K), agile sentiero che, costeggiando prati fioriti e boschi di conifere, ci riporterà di fronte alla parrocchiale di Nova Ponente.

Veduta di Nova Ponente

RINGRAZIAMENTO SPECIALE: voglio ringraziare i gentilissimi proprietari del Maso Schadner per avermi aiutato nella ricerca di informazioni sul sito scomparso di Enzbirch e per avermi segnalato un'interessante pagina Facebook in lingua tedesca (questa: Mystische Orte In Südtirol) dedicata ad alcuni dei luoghi mistici più affascinanti e meno conosciuti dell'Alto Adige. Grazie di cuore! 😊

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