lunedì 21 novembre 2016

VOGLIO ANDARE A VIVERE A...
NOVA PONENTE!

Quest'estate ho trascorso dieci giorni a Nova Ponente (o Deutschnofen, per dirla alla tedesca), meraviglioso paesino adagiato nel cuore della Val d'Ega ad una trentina di km da Bolzano e ben otto ore di macchina da Roma.
Una piccola perla incastonata tra montagne rosate e colline verde smeraldo, che mi ha conquistata fin da subito con il suo clima sereno, i suoi ritmi lenti, le sue casette colorate e piene di fiori, e da cui ho fatto veramente tanta, ma tanta, fatica a separarmi una volta finita la mia vacanza. Curiosi di sapere perché?
Andiamo con ordine...

Benvenuti a Nova Ponente!

Quando lo scorsa primavera ho iniziato a spulciare i siti delle varie APT dell'Alto Adige alla ricerca di una destinazione montagnosa dove trascorrere le prime due settimane di settembre, l'idea era quella di trovare un appartamentino in un luogo tranquillo, poco pubblicizzato (io ooodio i caroselli di turisti!) e, cosa fondamentale, da cui fosse possibile intraprendere a piedi il maggior numero di escursioni possibili alla volta di cime rocciose, antichi santuari e rifugi d'alta quota.

Non chiedo tanto, solo una casetta così! 0_0

Così mi sono imbattuta nella Val d'Ega, suggestiva vallata altoatesina situata poco a nord di Bolzano, conosciuta quasi esclusivamente: a) per i suoi impianti di risalita e b) per ospitare il leggendario Lago di Carezza (come confermato tra l'altro dalla striminzita paginetta dedicatale da Wikipedia). Una rapida occhiata alla cartina panoramica della zona e via, avevo trovato la meta giusta per me!
Da lì ad individuare la località dove alloggiare il passo è stato breve: scartate Nova LevanteObereggen Carezza, tutte e tre molto belle, ma forse più indicate per un soggiorno invernale (soprattutto considerata la loro vicinanza alle splendide piste dello Ski Center Latemar), la mia scelta è quindi ricaduta su Nova Ponente, pur non avendo mai sentito parlare prima di questo adorabile borgo immerso nel verde e partendo con l'ansia di non esser riuscita a trovare informazioni abbastanza esaurienti al riguardo. Ma mi sbagliavo, eccome se mi sbagliavo! 
Perché Nova Ponente non è un paesello come gli altri: Nova Ponente è il paradiso.
Ecco dunque 8 validissimi (almeno per me!) motivi per trasferirsi a vivere quassù, tra panorami idilliaci, asinelli morbidosi e montagne di wafer dai gusti più disparati.
Io ho la valigia quasi pronta, dite che ce la farò a convincere anche voi? 😉


1) Per conoscere borghi dalla storia millenaria 

Adagiato al centro di un soleggiato pianoro, incorniciato a nord dalle spettacolari cime dello Sciliar, del Catinaccio e del Latemar e a sud da quelle più solitarie del Corno Nero e del Corno Bianco, l'abitato di Nova Ponente sorge ad un'altitudine di 1.350 metri ed include le graziose frazioni di Ega, suddivisa a sua volta nelle località di NovaleObereggen e Ponte Nova, e Monte San Pietro, conosciuto per ospitare uno dei santuari mariani più scenografici di tutto l'Alto Adige.
Oltre agli splendidi masi rurali disseminati nei dintorni della cittadina e risalenti al periodo medievale, a raccontarci qualcosa in più sulle vicissitudini storiche di Nova Ponente è il piccolo ma curatissimo Museo Territoriale ospitato nei locali interni dell'attuale Municipio, dove accanto a strepitose pale d'altare ed altrettanto preziosi dipinti d'epoca barocca, sono conservati interessanti reperti preistorici rinvenuti nelle immediate vicinanze del paese, testimonianza di come la zona fosse già popolata da prima dell'avvento dei Romani. Utilizzato fino al 1754 come sede giudiziaria, il museo si trova in via Castello Thurn 1 ed è visitabile gratuitamente da settembre a giugno solo il lunedì dalle 14.00 alle 17.00 e il giovedì dalle 9.00 alle 12.00, mentre nei mesi di luglio e agosto dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 12.00.

Il Museo Territoriale di Nova Ponente (© www.altoadigepertutti.it)

2) Per scoprire chiesette antichissime affacciate su panorami da mozzare il fiato... 

Oltre ad un'impareggiabile posizione geografica e ad un clima insolitamente mite rispetto alla sua altitudine, Nova Ponente vanta anche un eccezionale patrimonio artistico, costituito per lo più da piccole chiese e solitarie cappelle costruite centinaia e centinaia di anni fa.
Se tra gli edifici più imponenti del paese spicca la parrocchiale dei Santi Ulrico e Volfango, documentata sin dal 1265 ed affacciata sulla bella piazzetta che ospita anche lo storico Albergo Stella, imperdibili per gli appassionati di arte sacra sono però altre due minuscole chiesette ubicate poco al di fuori dell'abitato ma facilmente raggiungibili sia in auto che a piedi: quella intitolata a Sant'Agata, risalente agli inizi del Trecento e visitabile solo su richiesta chiedendo le chiavi al vicino Maso Unterkofl, e quella meravigliosa dedicata a Sant'Elena, edificata nel XII secolo sui resti di un castelliere preistorico e per lungo tempo utilizzata dai minatori che lavoravano nelle vicine miniere d'argento, al cui interno sono custoditi degli eccezionali affreschi di epoca rinascimentale commissionati da alcuni nobili signori locali al maestro di Ulma Hans Stotzinger, uno tra i più noti esponenti della cosiddetta Scuola pittorica di Bolzano.

La Parrocchiale dedicata ai SS. Ulrico e Volfango e uno scorcio del piccolo cimitero del paese

3) ... e santuari più grandi circondati da boschi lussureggianti e sontuose montagne

Visitate le tre chiesette di Nova Ponente, una tappa altrettanto irrinunciabile per chi si trova in Val d'Ega è senza dubbio il Santuario di Pietralba: un edificio di culto unico per posizione ed imponenza, frequentato ogni anno da migliaia di fedeli e conosciuto non soltanto come luogo di pellegrinaggio, ma anche come punto di partenza per piacevoli escursioni in direzione di malghe, eremi sperduti e canyon profondissimi (motivo per il quale ci sono tornata più di una volta!). Ma ve ne parlerò meglio più avanti, quindi... stay tuned! 😉

Il complesso di Pietralba e, alle sue spalle, l'abitato di Nova Ponente

4) Per fare merenda ogni pomeriggio in una malga diversa

Nei dintorni di Nova Ponente ci sono tantissime malghe, quasi tutte raggiungibili in macchina o a piedi partendo direttamente dal centro del paese.
Una di quelle che mi è piaciuta di più è sicuramente la Malga Monte San Pietro (in tedesco Petersberger Leger), accogliente baita situata sul promontorio opposto a quello dove sorge il Santuario di Pietralba, che da qualche anno a questa parte ha scelto di bandire dal proprio menu tutti i piatti a base di carne per offrire ai suoi clienti esclusivamente cibi biologici, prodotti a chilometro zero e piatti tradizionali rivisitati in chiave vegana, trasformandosi di fatto nella prima malga vegetariana del Trentino Alto Adige! Lo so, parlare di frutta e verdura nella patria dello speck e del ragù di cervo potrebbe sembrare un'eresia, ma provate soltanto ad assaggiare la loro torta alle castagne e cioccolato bianco: non riuscirete più ad andare via!

Merenda alla Malga Monte San Pietro (1.529 m)

5) Per capire cosa vuol dire davvero "Raccolta differenziata"

Potrà sembrarvi strano, ma una delle cose che più mi ha colpito girovagando per l'abitato di Nova Ponente, oltre all'estrema pulizia dei suoi marciapiedi e alla cura quasi maniacale nel decorare balconi, finestre e vetrine di negozi, è il fatto di non vedere per strada alcun cassonetto dell'immondizia.
Da queste parti infatti, ogni supermercato, bottega, abitazione o albergo che si voglia, ha i propri bidoni lucchettati e ben nascosti alla vista in cui gettare, dividendoli per materiale, i rifiuti. Ecco perché in giro non troverete mai montagne di spazzatura o, come capita troppo spesso a Roma, frigoriferi, materassi e divani abbandonati in attesa di essere prelevati, ma soltanto eleganti cestini metallici in cui gettare cartacce, fazzoletti e tutti quei piccoli rifiuti occasionali di cui può capitare di doversi liberare quando si è in giro. Veramente un'ottima lezione di civiltà.

La Via Principale di Nova Ponente

6) Per imparare il tedesco

Ebbene sì: come in gran parte dei paesini dell'Alto Adige, anche a Nova Ponente la lingua più parlata è il tedesco. Va da sé che qualsiasi informazione chiederete, qualsiasi persona incontrerete (non fa differenza che vi troviate al supermercato o in mezzo al bosco), potrete sfoggiare anche il vostro italiano più forbito, ma la prima risposta che otterrete sarà sempre e solo in questa lingua.
Come fare allora per farsi capire? Sperando ad esempio che il vostro interlocutore faccia parte di quel misero 2% della popolazione di madrelingua italiana (scherzo!), o più semplicemente portando con voi un piccolo dizionario di tedesco da consultare nelle situazioni più critiche (tenete comunque a mente che tutti i cartelli stradali, la segnaletica dei sentieri e le insegne di ristoranti, bar e negozi sono di solito scritti in entrambe le lingue, quindi almeno in questo senso potrete stare tranquilli).  

Uno dei ristoranti-pizzeria più conosciuti del paese, il Restaurant Adler

7) Per fotografare animali curiosi (e mooolto pelosi!)

Vi è mai capitato, camminando in montagna, di avvistare lungo il vostro percorso animali in libertà? Devo dire la verità, a me non tantissime volte.
Quest'estate, però, mi sono superata, ed oltre ad incontrare una marea di asinelli, cervi, caprioli, marmotte e scoiattoli, ho avuto l'incredibile fortuna di fotografare (e in un paio di casi persino accarezzare!) specie stranissime e mai viste prima, come i simpatici lama della Baita Häusler Sam, le eleganti pecore Zackel (una razza di origini ungheresi caratterizzata da lunghe corna a spirale) allevate presso il Maso Stadlalm e una pelosissima famigliola di mucche Highland residente nel prato di fronte all'appartamentino in cui alloggiavo. Un'emozione davvero unica! 💕

Trova l'intruso 😀

8) Per assistere alla famosa "Enrosadira"

Chi frequenta la montagna sa molto bene di cosa parlo: di quel fenomeno naturale unico per cui, soprattutto all'imbrunire, è possibile ammirare alcune cime dolomitiche tingersi di rosa. Oltre ad una motivazione prettamente scientifica, a spiegarci perché, in determinati momenti della giornata, queste montagne assumano una colorazione così particolare, è una delle leggende più conosciute e suggestive di tutta la Val d'Ega: quella di Re Laurino e del suo giardino di rose.
Esistono due versioni della storia, una più romantica ed una più avventurosa: io ho deciso di riportarvi la seconda, ma se siete curiosi di leggere anche l'altra, vi rimando a questo bel sito.
"Sul Catinaccio, laddove oggi si intravede fino a primavera inoltrata una grande chiazza di neve racchiusa in una sorta di catino, si adagiava un tempo il giardino di rose di Re Laurino. Re Laurino regnava su un popolo di nani e possedeva due armi magiche: una cintura che gli conferiva una forza pari a quella di 12 uomini e una cappa che lo rendeva invisibile. Gli mancava solo una cosa: una moglie. Così, venuto a conoscenza che il re dell'Adige voleva maritare la bellissima figlia Similde e che per scegliere il futuro sposo aveva indetto un torneo, nonostante non fosse stato invitato, Laurino decise di prendere comunque parte all'evento ma come ospite invisibile. Appena vide Similde, colpito dalla sua splendida figura, il re dei nani se ne innamorò perdutamente e senza pensarci due volte la caricò in groppa al suo cavallo e fuggì. Notando la scomparsa della principessa, i nobili invitati al torneo si lanciarono dunque all'inseguimento del rapitore, che nel frattempo aveva raggiunto il suo giardino di rose premurandosi di indossare la sua cintura magica. Resosi ben presto conto che neppure questo stratagemma lo avrebbe aiutato a salvarsi, Laurino si avvolse nuovamente nella sua cappa e cominciò a saltare qua e là convinto di non essere visto: ma i movimenti delle rose lo tradirono, e mentre i cavalieri si accingevano a catturarlo, il sovrano fece in tempo a lanciare una maledizione contro il suo giardino, decretando che nessuno avrebbe più potuto godere della sua bellezza, né di giorno né di notte. Si dimenticò però dell'alba e del tramonto, ecco perché ancora oggi, al sorgere ed al calar del sole, le pareti del Catinaccio si colorano di rosa, mostrando nei colori dell'Enrosadira tutto l'antico splendore del regno di Laurino."
Tramonto sul Catinaccio (anche detto Rosengarten,ovvero "giardino di rose")

E voi? Vi siete mai innamorati di un luogo al punto tale da pensare di lasciare tutto (famiglia, lavoro, amicizie) e trasferirvici seduta stante?
Scrivetemelo, se vi va, nei commenti! 😏

2 commenti:

  1. Da vegetariana non posso che essere attratta dalla malga alternativa di cui parli. Quando torno in Trentino Alto Adige saprò dove mangiare :)

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    1. Sono contenta di averti fatto scoprire un luogo che non conoscevi! Io ho provato soltanto una fetta di torta (buonissima!), ma sbirciando il menu ho intravisto piatti molto interessanti... se dovessi andarci fammi sapere cosa ne pensi! ;-)

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