giovedì 7 maggio 2015

10 MOTIVI PER AMARE LA VALLE DI LEDRO

Il prossimo giugno tornerò, per la quarta volta in tre anni, in Valle di Ledro.
Mancano ancora una trentina di giorni e io già non sto più nella pelle
Perché amo così tanto questo posto? 
Ci ho pensato bene, e questi sono i primi 10 motivi che mi sono venuti in mente.

Benvenuti in Valle di Ledro!

1) Perché la conoscono in pochi

Provate a chiedere ad un vostro amico, parente o conoscente se sa dirvi dove si trovi la Valle di Ledro. Se c'è stato e quindi la conosce, vi risponderà senza esitazione "Vicino al lago di Garda!" oppure "Nella parte sud-occidentale del Trentino!"; in caso contrario spalancherà gli occhi e vi domanderà "La valle de che?" oppure "Ma non potevi annattene in vacanza a Fregene?" (per dirlo alla romana).
In realtà, se mi aveste posto la stessa domanda quattro anni fa, avrei avuto anch'io seri problemi nel darvi una risposta: e non solo perché, faccio mea culpa, sono una capra in geografia, ma perché individuare sull'atlante quel microscopico puntino azzurro che poi sarebbe il lago di Ledro è davvero un'impresa per pochi. Devo quindi ringraziare la mia buona vista se oggi sono qui a parlarvi di questo luogo meraviglioso.

Barchetta romantica ormeggiata sul lago di Ledro

2) Perché iniziare una giornata con questo panorama ti mette subito di buonumore

Poi dicono che l'invidia è un brutto sentimento. Ma come si fa a non invidiare chi ha avuto la fortuna di nascerci in questo posto, di abitarci, di aprire la finestra ogni mattina ed ammirare un paesaggio così? Io proprio non ci riesco, è più forte di me.

Il lago di Ledro al sorgere del sole

3) Perché fare il bagno circondati dalle montagne (e dalle anatre) è un'esperienza indimenticabile

Dimenticate mulinelli, fondi melmosi, alghe tentacolari, mostri dalla testa di serpente e tutti quei luoghi comuni che girano sui laghi. Il lago di Ledro non è un lago come gli altri: è una gigantesca, limpidissima, tranquillissima, piscina d'acqua dolce, in cui nuotare senza problemi e dove praticare gli sport più disparati (dal windsurf alla vela, passando per la canoa ed il pedalò). E anche se una volta tuffati non resisterete in acqua più di 5 minuti (la temperatura percepita è abbastanza bassina anche in estate), saranno comunque i 5 minuti più rilassanti della vostra vita. Provare per credere!

Anatre a Molina di Ledro

4) Perché se amate il trekking siete capitati nel posto giusto!

Uno dei motivi, se non il principale, per cui adoro la Valle di Ledro è che, pur essendo una valle piccola, i sentieri che la attraversano sono davvero tanti e variegati (vi basti sapere che, in tre volte che sono stata qui, sarò riuscita a percorrerne, forse, neppure la metà). 
Grazie alla particolare morfologia delle sue montagne e del suo territorio, la Valle di Ledro offre infatti numerosi spunti sia per semplici passeggiate di fondovalle (come quella, splendida, intorno al lago), sia per escursioni più impegnative in alta quota (parliamo comunque sempre di dislivelli non troppo accentuati, almeno per chi ha un minimo di allenamento), e questo senza la paura di perdersi, vista l'eccellente manutenzione dei sentieri e della segnaletica ad essi associata. Insomma, un vero paradiso per gli appassionati di trekking!

Indicazioni per la Malga Dromaè (1.522 m), uno degli itinerari più faticosi mai percorsi in Valle di Ledro

5) Perché si può tornare indietro nel tempo, e vivere un giorno da veri uomini preistorici, gratis

C'è un museo, lungo la sponda orientale del lago (per intenderci, la prima salendo da Riva del Garda), che ogni estate (ma credo anche nelle altre stagioni) organizza un sacco di attività didattiche e visite guidate interessantissime: è il Museo delle Palafitte di Molina di Ledro, un edificio piccolo ma pieno zeppo di reperti, risalenti all'età del Bronzo e rinvenuti nell'adiacente area archeologica, accanto al quale è stato ricostruito nel 2006 un villaggio palafitticolo composto da ben tre capanne, complete di arredi e suppellettili e recentemente dichiarate Patrimonio Unesco
Come fare per avere la possibilità di trascorrere una notte all'interno di una di queste abitazioni? Facilissimo: iscrivendosi online al concorso "Vinci una notte in Palafitta", gratuito ed aperto a tutti: l'edizione 2015 scadrà il 28 giugno, quindi se siete interessati affrettatevi... c'è in ballo anche una gustosa cena "preistorica"!

Una delle palafitte ricostruite accanto al museo

6) Perché Garibaldi non poteva scegliere luogo migliore dove pronunciare il suo "Obbedisco!"

Che la valle di Ledro sia stata teatro di una battaglia famosissima come quella di Bezzecca (1866), lo sanno, più o meno, tutti; che però proprio da questo paesino Garibaldi inviò il telegramma con cui comunicava a Vittorio Emanuele II di essere pronto ad interrompere la sua marcia verso Trento, lo sapevate? Ammetto la mia ignoranza e vi dico che no, io non lo sapevo (non sono una capra solo in geografia, ma anche in storia). 
E non sapevo neppure tante altre cose, e probabilmente non le avrei mai scoperte, se non avessi visitato il Museo Garibaldino allestito proprio a Bezzecca presso l'ex-lavatoio situato lungo il torrente Assat: un edificio microscopico, è vero (bastano una ventina di minuti per visitarlo), ma all'interno del quale sono esposti, su due piani, cimeli, armi, mappe, documenti ed altri oggetti appartenuti a soldati morti durante la Terza Guerra d'Indipendenza ed i due conflitti mondiali. 
Ai più curiosi consiglio anche una visita alla Chiesa-Ossario di Santo Stefano (aperta solo nei mesi estivi, come d'altra parte il museo), edificio risalente al 1521 e situato in cima all'omonimo colle, dove sono conservati i resti di ben 98 soldati caduti in combattimento nel 1866 e durante la Grande Guerra e, perché no, una bella passeggiata tra gallerie, appostamenti e trincee scavati dai militari italiani impegnati sul fronte. Ve lo assicuro, meglio che leggere un libro di storia.

Una sala del Museo Garibaldino (© www.trentinograndeguerra.it)

7) Perché cosa c'è di più divertente che andare alla ricerca di chiesette sperdute sui monti?

In Valle di Ledro ci sono tantissime chiese: chiese antiche e chiese moderne, chiese grandi quanto la mia stanza e chiese con campanili altissimi, chiese aperte solo tre mesi l'anno e chiese chiuse al pubblico perché di proprietà privata. 
La mia preferita è questa nella foto qui sotto: la minuscola chiesetta di San Martino, posizionata a ben 1.228 metri d'altitudine e raggiungibile con un bellissimo, anche se leggermente faticoso, sentiero immerso nel bosco. Ma come lei ce ne sono almeno altre 5 o 6 ubicate, diciamo così, in luoghi un po' impervi o comunque nascosti. 
Quali sono? Non voglio rovinarvi la sorpresa, quindi ve le svelerò poco a poco.

La chiesetta di San Martino sopra Pieve di Ledro 

8) Perché chi nasce qui ha ottime probabilità di diventare un gigante (nel vero senso della parola)

Questa è davvero una chicca, e voglio condividerla con voi perché quando l'ho scoperta sono rimasta a bocca aperta. Pare infatti che, tra Settecento ed Ottocento, la Valle di Ledro abbia dato i natali a ben due giganti, passati alla storia il primo per la sua altezza ed il secondo per la sua forza smisurata. 
Di Bernardo Gigli (il più famoso), nato a Bezzecca nel 1726 ed alto 2 metri e 60 cm, si sa che girò l'Europa, che si esibì di fronte a papi e regnanti e che quando morì all'età di 65 anni dispose nel testamento che il suo scheletro venisse utilizzato dai nipoti "per conservar memoria perpetua della sua grandezza straordinaria". 
Della vita di Martino Ribaga, nativo di Tiarno di Sopra (altro paese della valle) ed alto "appena" 2 metri e 15 cm, non si conosce invece praticamente nulla, se non che fosse talmente forzuto da riuscire a sollevare "un somaro carico di sacchi di grano" e che morì poco più che ventenne. Ma sto raccogliendo informazioni, quindi preparatevi ad un paio di succosi post sull'argomento.

Un'immagine del gigante Bernardo Gigli tratta da una rivista tedesca di metà Settecento

9) Perché si mangia benissimo e non si ingrassa!

Questo, ovviamente, se fate seguire ad ogni vostro pasto una bella camminata di tre o quattro ore. In caso contrario, preparatevi a tornare a casa con almeno un paio di chiletti in più, visto che resistere a specialità come gli gnocchi boemi o i caponec è praticamente impossibile.

Tipico pranzetto ledrense (© Hotel Mezzolago

10) Perché come si fa a dimenticare un posto così?

Già, come si fa? 
Se avete un trucchetto vi prego ditemelo, perché io ancora non ci sono riuscita ;-)

Panoramica dall'alto della valle (© www.Ledrolakeholiday.com)

7 commenti:

  1. Avevi molto più che ragione, è un Paradiso! Dimenticarlo???? Naaaaaa, anzi, ora che l'hai trovato goditelo appena puoi :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il mio fidanzato dice sempre che l'Azienda per il Turismo valligiana dovrebbe pagarmi, vista la maniera entusiastica con cui parlo di questi luoghi a chiunque mi capiti a tiro... e a pensarci bene, non sarebbe mica male come lavoro ;-)

      Elimina
  2. Rientro tra quelli che proprio non conoscono anzi non conoscevano la Valle di Ledro, potrebbe essere un'ottima idea per la prossima vacanza. Frodo pare alquanto entusiasta :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Se non avete ancora deciso dove andare, ve la straconsiglio! Frodo apprezzerà (e credo anche voi)! ;-)

      Elimina
    2. Inserita senz'altro nella Bucket List, non sappiamo quando, ma contiamo sempre di visitare quel che ci colpisce tanto :). Frodo in realtà partirebbe domani, a noi tocca fare i conti con quelle cose chiamate "quanti giorni di ferie possiamo prenderci in un anno?"....

      Elimina
  3. Vista la tua passione per la chiesa di S.Martino se volete visitarla anche dentro e magari mangiar due fettine con una birretta nel casinel di sotto.....contattami pure via mail ledro@hotmail.it

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La ringrazio per la proposta Angelo, se avessi letto prima il suo messaggio le avrei scritto senz'altro, visto che sono rientrata da Pieve giusto ieri :-( Vorrà dire che sarà per la prossima volta (se non torno in valle almeno una volta l'anno vado in crisi d'astinenza!)... nel frattempo le auguro buona giornata!

      Elimina