venerdì 15 maggio 2015

ANTICHISSIMA CITTÀ DI SUTRI: TREKKING ARCHEOLOGICO NEL PARCO REGIONALE PIÙ PICCOLO DEL LAZIO

Nelle ultime settimane ho lavorato così tanto, ma così tanto, che ho avuto a malapena il tempo di sedermi sul divano e godermi un po' di riposo sfogliando un libro o guardando la tv. Figuriamoci quindi organizzare un'escursione, che per me significa passare ore e ore consultando atlanti geografici o siti internet specializzati alla ricerca della destinazione perfetta: non quella con i ristoranti migliori o le chiese più belle (no!), ma quella da cui sia possibile intraprendere trekking o passeggiate alla scoperta di bellezze naturali, siti archeologici o antichi edifici abbandonati (si vede che sono cresciuta a pane e Indiana Jones?).

Benvenuti a Sutrium!

Sotto questo punto di vista, Sutri rappresenta senza dubbio la mèta ideale: un mix perfetto di storia, arte, cultura, archeologia e sì, anche natura.
Ecco perché, lo scorso novembre, la mia scelta è ricaduta su di lei ed ecco perché oggi, pur non essendo una località di montagna e pur essendo trascorsi diversi mesi dalla mia visita a questa splendida cittadina della provincia viterbese ad appena un'ora di macchina da Roma, ho deciso di parlarvene.

Scorcio autunnale di Sutri

In realtà, erano diversi anni che mi ripromettevo di tornare a Sutri, da quella volta che, percorrendo in auto la via Cassia in direzione del Lago di Vico, la mia attenzione era stata catturata da delle strane grotte scavate nella roccia di cui non mi spiegavo l'origine né tanto meno capivo la funzione.
Cosa mi ha incuriosito così tanto dell'antica Sutrium da spingermi, a distanza di quasi 15 anni, a voler approfondire la sua conoscenza? Innanzitutto il fatto che il suo territorio, abitato fin dall'età del Bronzo, faccia parte del parco regionale più piccolo del Lazio (appena 7 ettari di estensione) e rientri nell'itinerario della Via Francigena (uno dei miei sogni nel cassetto); secondo poi la possibilità di visitare in un colpo solo e senza pagare nulla, semplicemente passeggiando in città e nei suoi dintorni, monumenti e siti archeologici dalla storia millenaria.

Passeggiando all'interno del Parco Naturale Regionale Antichissima Città di Sutri

Cartine alla mano (io ne avevo scaricate due, una della città e una del parco, e mi sono state utilissime), mi sono quindi appuntata i luoghi assolutamente imperdibili, studiando un itinerario che mi permettesse di visitarli tutti con calma e nel giro di un'unica giornata. Il risultato? Un anello dalla lunghezza complessiva di circa 13 km, percorribile in 3/4 ore di cammino (compresa la sosta per il pranzo), privo di particolari dislivelli, fattibile in ogni stagione ma soprattutto alla portata di tutti (anche dei meno allenati, a patto ovviamente che si ami camminare).

Pannello esplicativo posto all'interno dell'area protetta

Ma vediamo nel dettaglio questo famigerato anello di mia invenzione.
Prima tappa del percorso è il monumento più scenografico della città, ovvero l'anfiteatro romano, raggiungibile in 5 minuti a piedi dopo aver lasciato l'auto nel parcheggio gratuito situato all'imbocco di via IV novembre (per chi viene da Roma, lo troverete alla vostra destra non appena entrati in paese). Datato tra la fine del I secolo a.C. e gli inizi del I secolo d.C., ciò che differenzia l'anfiteatro di Sutri dagli altri edifici dello stesso genere è il fatto di essere scavato completamente nel tufo e di non presentare una struttura architettonica esterna che aiuti ad identificarne la presenza (come accade, ad esempio, per il Colosseo). Riportato alla luce tra il 1835 ed il 1838, è oggi considerato uno dei sette anfiteatri più belli del mondo (per maggiori informazioni su orari di apertura e costo del biglietto consultate questo link).

L'anfiteatro sutrino

Visitato l'anfiteatro, di cui si sono conservate l'arena e parte delle gradinate destinate agli spettatori, bastano pochi passi per ritrovarci a costeggiare la suggestiva necropoli rupestre, altra attrazione imperdibile all'interno del Parco Naturale Regionale Antichissima Città di Sutri. Visibile già percorrendo il tratto della via Cassia che conduce alla città, con una lunghezza pari a circa 180 metri e ben 64 sepolcri caratterizzati dalle forme più disparate, la necropoli sutrina costituisce uno degli esempi più consistenti di tombe di età romana scavate nel tufo.

Resti dell'antica necropoli rupestre

Tornando indietro fino al bivio che ci aveva condotti alla necropoli, seguiamo le indicazioni per le tagliate tufacee, percorsi viari lunghi e stretti scavati dagli Etruschi nel vivo delle colline di tufo, la cui funzione non è ancora del tutto chiara: che fossero delle semplici vie di scambio e comunicazione o dei canali utilizzati per convogliare le acque piovane, la sensazione che si prova camminandoci all'interno è comunque indescrivibile, un vero e proprio tuffo nel passato (per non parlare della suggestiva vista sulla città che si gode dal sentiero che le attraversa).

Veduta di Sutri dal sentiero per le tagliate tufacee

Proseguiamo seguendo i cartelli per la cosiddetta Torre degli Arraggiati o di San Paolo, e dopo circa 10 minuti di cammino nel bosco ed un breve tratto su strada sterrata giungiamo di fronte ad un cancello chiuso, al di là del quale si intravedono, avvolti da un rigogliosissima vegetazione, gli splendidi resti di un'antica torre campanaria, facente parte, a quanto pare, di una struttura ecclesiastica medievale (peccato solo non potersi avvicinare di più).

La meravigliosa Torre degli Arraggiati

Superate la torre ed una serie di deliziose abitazioni di campagna, ci dirigiamo a questo punto verso Porta Franceta, arco d'ingresso al centro storico sutrino.
Meta principale dei pellegrini che percorrevano la Via Francigena e giungevano a Sutri come ultima tappa prima di Roma, questa imponente porta si compone di elementi appartenenti a ben tre epoche diverse: le murature di origine etrusca, le fortificazioni di origine romana e i bastioni di origine rinascimentale.

L'imponente Porta Franceta, arco d'accesso al centro storico di Sutri

Oltrepassato l'arco, percorriamo quindi via di Porta Vecchia, superiamo il Museo del Patrimonium (aperto tutti i giorni dalle 9.30 alle 12.30 e solo il martedì e il giovedì anche dalle 15.30 alle 18.30) e, rimanendo sempre sulla stessa strada, in men che non si dica ci ritroviamo al centro della graziosa Piazza del Comune, brulicante di persone ed abbellita da una fontana realizzata agli inizi del Novecento dall'architetto Filippo Barigioni, copia di un originale risalente al 1722 oggi conservata, pensate un po', al Vizcaya Museum&Gardens di Miami.

La piazza del Comune; sullo sfondo, l'arco romano

Una breve sosta al minuscolo Ufficio Turistico situato accanto all'arco romano (dove fare incetta di dépliants e brochures sulla città) e la passeggiata prosegue su via Roma prima e via Garibaldi poi, per concludersi in prossimità della cinquecentesca Porta Morone, ingresso nord della città di Sutri, da cui è possibile tornare indietro, inoltrandosi in un vero e proprio dedalo di viuzze secondarie fiancheggiate da chiesette e abitazioni tipiche, fino a raggiungere l'affollatissima Piazza del Duomo.

Particolare di un edificio in via Manosio

Vista da fuori, la Cattedrale di Santa Maria Assunta in Cielo potrebbe sembrare la classica chiesa di paese caratterizzata da una semplice facciata porticata sormontata da un altrettanto sobrio campanile romanico; soltanto una volta all'interno ci si rende conto dell'effettiva bellezza dell'edificio, frutto di una serie di trasformazioni operate negli anni che, pur mantenendo intatti alcuni elementi medievali quali il pavimento della navata centrale e la cripta, hanno donato alla cattedrale un aspetto maestoso ed inaspettato per una città tutto sommato piccola come Sutri.

Interni della Cattedrale di Santa Maria Assunta in Cielo

Altrettanto imponente è il Palazzo Vescovile, visibile praticamente da ogni punto della città e della via Cassia, e idem dicasi per la cosiddetta Torre Fortebracci, edificio datato alla seconda metà del XIII secolo e costituente l'unico esemplare di casa-torre all'interno dell'abitato.

Scorcio del Duomo e del Palazzo Vescovile di Sutri

La Torre Fortebracci

Ritornati al punto di partenza del nostro percorso, ovvero il parcheggio di via IV novembre, non rimane che raggiungere il Centro Servizi per il Parco situato lungo la via Cassia e, seguendo le indicazioni per Villa Savorelli, oltrepassare il Mitreo o Chiesa della Madonna del Parto, antichissimo ipogeo ricavato nel tufo ed internamente decorato con affreschi di varie epoche (visitabile su richiesta; per informazioni rivolgersi ai custodi dell'Anfiteatro) ed incamminarci lungo un bel viale in salita che in neppure 2 minuti ci condurrà alla nostra destinazione.

Particolare della facciata del Mitreo

Edificata intorno alla seconda metà del XV secolo dalla famiglia Odeschi ed acquistata in epoca rinascimentale dalla famiglia Altoviti, Villa Savorelli ospita oggi la Sede del Parco Regionale Antichissima Città di Sutri ed è circondata da un piccolo giardino all'italiana organizzato con siepi disposte a labirinto.

Villa Savorelli e il suo bellissimo giardino all'italiana

A poca distanza dalla villa, una breve scalinata conduce al cospetto della settecentesca Chiesa di Santa Maria del Monte, situata nel punto più alto della città ed affacciata su un silenzioso cortiletto arredato con due panchine perfette per una sosta mangereccia con vista sul paese.

La settecentesca chiesa di Santa Maria del Monte

L'elegante facciata barocca della chiesa incorniciata dai due campanili

Poco più in là, a catturare l'attenzione dei visitatori sono invece le poderose rovine di quello che per lungo tempo è stato considerato il Castello di Carlo Magno, o meglio il luogo in cui si presume sia avvenuto l'incontro tra il re franco e Papa Leone III; in realtà, trattasi di una rocca difensiva costruita tra XIII e XIV secolo, oggi di proprietà privata, e che pertanto non ha nulla a che vedere con le vicende del primo imperatore del Sacro Romano Impero.

Il retro della chiesa e il vialetto per il cosiddetto Castello di Carlo Magno

Ciò che resta del presunto Castello di Carlo Magno

Raggiunta nuovamente la villa, seguiamo pertanto le indicazioni per il "Sentiero Natura" e in men che non si dica ci ritroviamo a passeggiare all'interno del cosiddetto Bosco Sacro, ambiente popolato da lecci secolari e forse anticamente utilizzato per riti pagani, fino a sbucare in prossimità di un belvedere dal quale godere di una vista unica sull'anfiteatro romano.

L'anfiteatro romano visto dal belvedere di Villa Savorelli

Tornando indietro sino al bivio in cui si poteva scegliere se dirigersi verso Villa Savorelli o percorrere il Sentiero Archeologico, a chi volesse optare per la seconda opzione basterà seguire le indicazioni dei cartelli per ritrovarsi a camminare nel verde, fiancheggiando altissime pareti di tufo alla cui base sono ben evidenti tombe e nicchie scavate dagli Etruschi, per terminare il suo percorso da dove era partito, ossia di fronte all'anfiteatro.

Altissime pareti di tufo ci accompagnano lungo l'affascinante "Sentiero Archeologico"

Tombe rupestri lungo la strada del ritorno

Chi invece arrivato a questo punto non fosse ancora soddisfatto della scarpinata, può tentare di raggiungere l'unico sito non ancora incontrato lungo il percorso, ovvero la cosiddetta Grotta di Orlando, cavità all'interno della quale Berta, sorella di Carlo Magno, diede alla luce Orlando, il celebre paladino di Francia (o almeno così vuole la leggenda).

La famosa Grotta di OrlandoArcheo Club Rasenna Sutri)

E qui scatta il momento confessione: quando mi sono accorta di aver dimenticato di inserire questo luogo fondamentale nel mio itinerario (ovviamente questo è successo quando stavo lì lì per ripartire), sono schizzata fuori dalla macchina e ho cominciato a chiedere a destra e manca informazioni su dove si trovasse e come potessi fare per raggiungerlo. Volevo vederlo a tutti i costi! 
Così ho fermato passanti, tartassato di domande un povero prete che aveva appena finito di officiare la messa, pedinato una comitiva di ragazzini dodicenni, fatto irruzione in un negozio di fiori diventando il peggior incubo del suo proprietario, acquistato mezzo kg di mele pur di carpire indizi ad un'ignara fruttivendola, ma niente, non è servito a niente. Nessuno ha saputo spiegarmi come arrivare a questa benedetta grotta di Orlando. Eppure esiste, io lo so che c'è! Se ne parla anche sul sito del Comune (non potevo leggerlo prima?)! Se c'è il castello deve esserci anche la grotta... e io DEVO andarci. Ma per forza proprio. Giuro che prima o poi lo farò.
Dite che è un buon motivo per tornare a Sutri? Io dico di sì!

COMUNICAZIONE DI SERVIZIO:

Grazie all'impegno dell'Archeo Club Rasenna, associazione di promozione sociale costituitasi "con l'obiettivo di valorizzare la storia e la cultura dell'Antichissima Città di Sutri attraverso l'organizzazione di attività di volontariato volte alla bonifica e pulizia delle aree archeologiche dismesse, e attraverso la programmazione di eventi, convegni ed attività formative a tema archeologico", sono stati posizionati nei pressi della Grotta di Orlando una targa in marmo che ricorda la nascita del paladino di Francia ed un pannello informativo che ne riassume in breve le vicende cavalleresche. Finalmente, quindi, chi vorrà visitare questo incredibile sito archeologico potrà farlo senza alcuna difficoltà! 😊

Il Presidente dell'Archeo Club Rasenna, Leoni Tommaso, mentre affigge la targa sulla grotta
dove la leggenda dice sia nato Orlando

3 commenti:

  1. Sutri è vicina al mio paesino. Che bello questo itinerario, lo sfrutterò per un'escursione domenicale ;) Quando andrò cercherò di scovare questa grotta di Orlando, così da dirti dove si trova :)

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  2. Ah, mi sono dimenticata di dirti che sempre nella provincia di Viterbo, c'è Calcata, un borgo molto carino e poi puoi fare un'escursione alle cascate di Mazzano Romano, che sono proprio lì vicino.

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    1. Sutri mi è piaciuta tantissimo, tra tutti i paesini dell'alto Lazio è sicuramente uno dei migliori da scoprire camminando... peccato soltanto non esser riuscita a scovare questa mirabolante grotta, ad averlo saputo prima mi ci sarei messa d'impegno ;-) A Calcata invece non sono ancora mai stata, ma nutrendo una vera passione per i borghi medievali spero di riuscire a farlo al più presto!

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