venerdì 3 giugno 2016

PEDALANDO IN VALLE DI LEDRO:
DA MEZZOLAGO AL LAGO D'AMPOLA

Oltre che per il suo magnifico lago e le infinite possibilità di escursioni e passeggiate che ha da offrire ai suoi visitatori, la Valle di Ledro è conosciuta anche per l'immenso groviglio di sentieri ciclopedonali che si srotola lungo tutto il suo territorio, attraversandone alcune delle località più caratteristiche e regalando a quanti li percorrono scorci naturali di ineguagliabile bellezza.
Due percorsi in particolare consentono di addentrarsi nel cuore della valle costeggiando piccoli borghi montani ricchi di storia e distanti l'uno dall'altro soltanto una manciata di chilometri: quello che da Molina di Ledro conduce a Riva del Garda passando per la meravigliosa Strada del Ponale, che vi descriverò in un post a parte, e quello che collega Pieve di Ledro al suggestivo Lago d'Ampola, di cui voglio invece parlarvi oggi.

Benvenuti al Biotopo Ampola!

Percorribile, come dice il nome stesso, sia a piedi che in bicicletta, la ciclopedonale della Valle di Ledro ha inizio a due passi dal Conad di Pieve, non presenta particolari difficoltà, svolgendosi in prevalenza su stradine secondarie asfaltate e solo per brevi tratti su strade a traffico promiscuo, e si sviluppa per una lunghezza complessiva di 18 km (a/r) con un dislivello pari a poco più di 100 metri.

Veduta di Pieve di Ledro dalla strada per la chiesetta di San Martino (di cui vi ho parlato qui)

A chi volesse intraprendere il percorso partendo da Mezzolago, accogliente paesino situato a circa 2,5 km di distanza da Pieve di Ledro, consiglio di lasciare la propria auto o nel piccolo parcheggio antistante il parco giochi o in quello più ampio posizionato alle spalle della quattrocentesca chiesa di San Michele Arcangelo, dopodiché non bisognerà far altro che seguire il comodo sentiero lungolago per raggiungere in circa 10 minuti (20 se decidete di farvela a piedi) il punto di partenza della ciclabile.

Il tratto della ciclabile che collega Mezzolago a Pieve di Ledro; sullo sfondo, l'Hotel Lido

Arrivati in prossimità dell'Hotel Lido, prima di imboccare la strada che ci condurrà al Lago d'Ampola, obbligatoria è una breve visita alla parrocchiale dedicata all'Annunciazione, risalente al 1200 ma completamente ricostruita dagli abitanti della valle tra 1640 e 1650 come ringraziamento alla Madonna per averli protetti dalla terribile epidemia di peste che nel 1630 decimò le popolazioni del nord Italia, nonché una sosta alla coloratissima Farmacia Foletto, in attività dalla metà dell'Ottocento, che da qualche anno a questa parte offre a turisti e curiosi l'opportunità di ammirare gratuitamente macchinari ed utensili impiegati dagli antichi speziali, nonché di partecipare ad interessanti esercitazioni pratiche e laboratori (per maggiori informazioni su giorni e orari d'apertura consultate questo sito).

Edifici colorati a Pieve di Ledro; sulla destra, la Farmacia Foletto

Superato il bel paesino di Bezzecca, la cui fama è legata non soltanto alla cruenta battaglia del 21 luglio 1866 tra artiglieria italiana ed esercito asburgico, ma anche al fatto di aver dato i natali al gigante Bernardo Gigli, il percorso prosegue quindi tra campi coltivati ed aziende agricole con caprette al pascolo, fino a raggiungere la minuscola chiesa di Santa Lucia "in pratis", gioiellino architettonico circondato da una vasta pianura impreziosito da affreschi e graffiti risalenti ad un periodo compreso tra XIV e XIX secolo.

La chiesetta di Santa Lucia "in pratis"

Cinque minuti di relax su una delle panchette posizionate dinanzi all'edificio e la marcia (o la pedalata) continua in direzione di Tiarno di Sotto, ordinatissimo borgo situato a poco più di 700 metri d'altitudine conosciuto anche come "paes dei siori" per via delle numerose case signorili sparpagliate qua e là per le sue strette viuzze.
Menzionato per la prima volta, pensate un po', nel testamento di un vescovo vissuto nel X secolo, Tiarno di Sotto affonda in realtà le sue radici in un'epoca molto più remota, come testimoniato dalle interessanti scoperte archeologiche avvenute qualche anno fa sia in località Castello, dove sono stati riportati alla luce alcuni grandi massi lavorati disposti a recinto appartenenti ad un piccolo villaggio fortificato di età preistorica, sia lungo la via detta de Cèches, dove è stata invece rinvenuta una necropoli con sepolture databili dall'età del Ferro alla prima età imperiale.

Veduta di Tiarno di Sotto e della sua chiesa dal sentiero ciclopedonale

Monumento principale del paese è la parrocchiale dedicata a San Bartolomeo, edificata da maestranze locali tra il 1860 ed il 1862 ed utilizzata come ospedale militare durante la guerra garibaldina del 1866, al cui interno sono conservati un meraviglioso polittico risalente alla scuola veneta del Tintoretto, quattro tele del pittore veronese Domenico Zorzi e diversi mosaici fiorentini di epoca seicentesca. 

Piazza San Giovanni Bosco a Tiarno di Sotto

Affacciata su una bella piazzetta con panchine e sovrastata da un imponente campanile in pietra, che con i suoi 72 metri si è guadagnato il secondo posto nella classifica delle torri campanarie più alte del Trentino (e a giudicare dalla cifra spesa per la sua realizzazione, ben 54.000 fiorini, io lo aggiungerei anche in quella delle più costose!), la chiesa di San Bartolomeo non è l'unica attrazione di Tiarno di Sotto: seguendo la strada che costeggia l'edificio (Via Garibaldi), è infatti possibile raggiungere il punto di partenza di una lunga e faticosa passeggiata ad anello durante la quale ammirare il suggestivo ponte romano di Croina o sbirciare all'interno della quattrocentesca chiesetta di San Giorgio (aperta soltanto durante i mesi estivi), mentre un percorso più breve conduce alla spettacolare cascata del Gorg d'Abiss, un piccolo ma affascinante salto d'acqua scavato nella roccia nel corso dei secoli perfetto per una pausa rinfrescante prima di rimettersi in viaggio alla volta di Tiarno di Sopra, ultimo paesino situato lungo il corso della nostra ciclabile.

Scorcio di Tiarno di Sopra

Situato al culmine della Valle di Ledro, di cui costituisce l'ultima località venendo da Riva del Garda e la prima venendo da Storo, Tiarno di Sopra sorge ad un'altitudine di circa 750 metri s.l.m. ed è attraversato dal pacifico Rio delle Sacche, che ne divide in due l'abitato.
Gravemente danneggiato nel corso del primo conflitto mondiale, anche questo grazioso paesino conserva diversi esempi di abitazioni nobiliari, prima fra tutte la cosiddetta "Casa Oliari", dimora di una famiglia di mercanti di origine veneta stabilitasi in Valle di Ledro sul finire del Cinquecento. Antichissima, e risalente addirittura al X secolo, è invece la chiesa dedicata ai SS. Pietro e Paolo, al cui interno sono custoditi una meravigliosa tela dipinta da Andrea Vicentino ed uno splendido altare in marmo nero realizzato nel 1641 su commissione dei fratelli veneziani Sala.

Abitazioni mercantili a Tiarno di Sopra; sulla sinistra, la famosa Casa Oliari

Superato Tiarno di Sopra ed imboccata nuovamente la ciclabile, l'itinerario continua ancora per un po' tra villette fiorite e piccole falegnamerie brulicanti di voci e di persone, per concludersi in prossimità di un bel ponte moderno oltrepassato il quale l'asfalto lascia spazio ad un facile sentiero sterrato nel bosco terminante in uno spiazzale erboso su cui si affaccia il Centro Visitatori del Lago d'Ampola.

Ponte in prossimità del Biotopo 

Curatissimo nei dettagli, ed allestito in maniera tale da catturare l'attenzione dei suoi visitatori (soprattutto di quelli più piccoli!), coinvolgendoli in alcune semplici attività legate alla scoperta delle specie floreali e dei curiosi animaletti che popolano il biotopo, Beati come rane su una foglia di ninfea, questo il nome dell'edificio, è il punto di partenza di un affascinante percorso che, snodandosi tra pontili galleggianti e passerelle sospese sul filo dell'acqua, consente di immergersi a 360 gradi in uno degli ambienti umidi più straordinari di tutto il Trentino occidentale.

Il Centro Visitatori "Beati come rane su una foglia di ninfea"

Ma quando si formò il Lago d'Ampola e perché è così interessante?
Anche se a vederlo non si direbbe, l'origine di questo minuscolo bacino risale a migliaia di anni fa, quando l'Europa e gli altri continenti furono interessati dalla cosiddetta glaciazione di Würm, un abbassamento generalizzato della temperatura terrestre in seguito al quale l'estremità orientale della Valle di Ledro si ritrovò sommersa da detriti e altri materiali trasportati dai ghiacciai e l'enorme specchio d'acqua che fino a quel momento si era esteso da Molina di Ledro al passo d'Ampola finì con l'essere diviso in due laghi più piccoli, quello di Ledro e quello, per l'appunto, d'Ampola.

Ninfee sul lago d'Ampola

Utilizzato per lungo tempo come discarica e posto sotto tutela a partire dalla metà degli anni Ottanta, grazie ad accurati interventi di "rinaturalizzazione" il lago d'Ampola ospita oggi tantissime specie animali e botaniche, la maggior parte delle quali osservabili (e fotografabili!) percorrendo le agevoli passerelle lignee che attraversano il biotopo.

Passerella sul lago d'Ampola

Non soltanto pesci e anfibi, ma anche volpi, toporagni, bisce e germani reali vivono qui, perfettamente a loro agio in un ambiente che, mentre in estate appare ricoperto da un bellissimo tappeto fatto di ninfee e canne palustri, durante i mesi invernali si nasconde, fino a scomparire, sotto uno spesso, bianchissimo strato di ghiaccio.
A spiegarci tutti questo, illustrando in maniera piuttosto poetica le peculiarità delle tre diverse aree in cui è divisa la riserva (caricetocanneto e bacino idrico), sono i cartelli esplicativi disseminati lungo tutto il percorso di visita, testimonianza di come sia possibile, con un po' d'amore e tanto impegno, trasformare un luogo altrimenti destinato all'oblìo in un piccolo angolo di pace e di bellezza da preservare.

Cartello esplicativo posto lungo il percorso di visita alla riserva

INFORMAZIONI PRATICHE:

Il Biotopo del Lago d'Ampola si trova a Tiarno di Sopra (TN) lungo la Strada Statale 240 ed è visitabile liberamente tutti i giorni dell'anno; il Centro Visitatori, invece, è aperto da maggio a settembre, dal martedì al sabato, dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00 (giorno di chiusura: lunedì) con ingresso gratuito. Per maggiori informazioni su laboratori ed altre attività in programma durante i mesi estivi, scrivete a info@vallediledro.com.

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