martedì 14 aprile 2015

UNA GITA AI LAGUSTELLI DI PERCILE

Se siete capitati in questo blog è perché, presumo, siete amanti della montagna.
E se siete amanti della montagna, della natura e delle camminate all'aria aperta, e come me abitate a Roma o nelle sue immediate vicinanze, l'escursione che sto per descrivervi potrebbe rappresentare un'ottima occasione per scoprire angoli insoliti ed incontaminati di una regione, il Lazio, conosciuta sicuramente più per le sue bellezze storico-archeologiche che per quelle paesaggistiche.

Benvenuti a Percile!

Punto di partenza è Percile, grazioso borgo a circa 60 km dalla capitale situato nel cuore del Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili: un'area protetta con un'estensione superiore ai 18.000 ettari, dominata dalle modeste vette, visibili anche da Roma, del Monte Pellecchia (1.368 m) e del Monte Gennaro (1.271 m) ed attraversata da una rete sentieristica dalla lunghezza complessiva di oltre 230 km.

Scorcio di Percile al tramonto

Cosa c'è di tanto interessante da vedere in un paesino che deve il suo nome ad un'antica famiglia romana (i Porcia) e che conterà poco più di 200 abitanti?
Apparentemente nulla, se si escludono un paio di chiese ed il solito intrico di stradine e scalette che caratterizza gran parte dei borghi dell'hinterland romano.
Basta però allontanarsi (di poco) dal centro abitato per ritrovarsi catapultati in un ambiente inaspettatamente verdeggiante, in cui a farla da padrone sono due minuscoli laghetti di origine carsica (i cosiddetti lagustelli), ubicati a circa 6 km di distanza da Percile e definiti da Wikipedia "una delle attrazioni naturalistiche principali della zona".

I lagustelli visti dall'alto (© www.parks.it)

Se vi trovate da queste parti per la prima volta e non sapete nulla, ma proprio nulla, di Percile, del parco e tanto meno dei laghetti, una visita al Museo Preistorico Naturalistico (gratuito, ma aperto, per ora, solo il sabato e la domenica) situato all'ingresso del paese potrebbe schiarirvi un po' le idee su quello che andrete a vedere.

L'entrata del Museo Preistorico Naturalistico

Trattasi di un edificio inaugurato lo scorso settembre e tuttora in fase di allestimento, quindi non stupitevi se, per il momento (o almeno quando l'ho visitato io, a fine novembre, la situazione era questa), le uniche sale visitabili sono quella al livello stradale, dove pannelli esplicativi molto ben disegnati e teche contenenti reperti litici illustrano alcuni aspetti della vita dei nostri antenati, e quella al primo piano, dove è invece possibile, grazie ad alcune repliche di strumenti preistorici, misurare la propria abilità nel tagliare e scheggiare la pietra. Insomma, un museo carino e dalle forti potenzialità didattiche anche se, come si vede dalle foto, ancora un po' "vuoto".

Diorama raffigurante alcune scene di caccia e macellazione di una preda

Particolare del diorama

Ma torniamo all'obiettivo della nostra escursione: i lagustelli.
L'itinerario per raggiungere questi due affascinanti specchi d'acqua non presenta particolari difficoltà e può essere intrapreso da tutti (grandi e piccini) o dalla piazza principale di Percile, dove un cartello marrone ben evidente indica la direzione da seguire, o dal cancello della "Tenuta Lago", distante circa 4 km dal paese e raggiungibile anche in auto percorrendo la stessa strada.

L'inizio del percorso per i lagustelli; sullo sfondo, Palazzo Iori

Se siete un po' pigri, poco allenati, o avete bimbi facilmente stancabili, quest'ultima potrebbe essere la scelta migliore; se invece come me amate camminare, vi consiglio di optare per la prima soluzione, soprattutto considerando la distanza irrisoria che separa il cancello dai laghetti (1,8 km) e che quindi renderebbe la vostra escursione troppo breve (per quanto riguarda l'auto, potrete lasciarla nello spazioso parcheggio libero situato pochi metri prima del museo).

La chiesetta di Sant'Anatolia

Superati Palazzo Iori e la seicentesca chiesetta di Sant'Anatolia, vero e proprio gioiellino artistico che vale da solo una visita al borgo, inizia la salita: prima su strada asfaltata e poi su strada sterrata, fino a raggiungere un punto panoramico con panchine da cui godere di un rilassante panorama sui monti e sui paesi circostanti.

Punto panoramico "Aquila"

Oltrepassato il belvedere, il percorso procede con un lieve dislivello (in salita) per circa una mezz'ora, per terminare in prossimità del cancello della "Tenuta Lago", da cui è possibile continuare soltanto a piedi (ovviamente questo vale per chi è arrivato fin qui in auto, gli altri non dovranno far altro che proseguire la loro passeggiata).

Un tratto particolarmente verde del sentiero per i lagustelli

Aggirato il cancello grazie ad un'apertura sulla sua sinistra, il sentiero comincia quindi a scendere, costeggiando un'area picnic attrezzata con tavoli e panche, un edificio abbandonato con cartello di divieto d'accesso (forse un ricovero per animali?) ed un bel fontanile.

Questa è l'area picnic...

... questo l'edificio in disuso...

... e questo il fontanile con vista sulle montagne!

Da questo punto in poi la strada si inoltra nel bosco, per giungere in breve al primo, nonché più piccolo, dei due laghetti.


Situato ad un livello inferiore (circa 20 metri) rispetto al suo vicino e praticamente sommerso dalla vegetazione, il laghetto Marraone si intravede a malapena, ed un cartello affisso sulla recinzione che lo circonda sconsiglia, per ovvi motivi di sicurezza ma soprattutto per non "disturbarne" il delicato ecosistema, di avvicinarsi alle sue ripidissime sponde. 

Il laghetto Marraone

Superato il primo lagustello ed i due enormi capannoni posti nelle sue immediate vicinanze, si può quindi decidere se:
- proseguire a sinistra e raggiungere il lago Fraturno dopo appena 100 metri;
- svoltare a destra e arrivare alla stessa destinazione ma con una passeggiata leggermente più lunga (circa 1 km);
- percorrere un sentiero all'andata e l'altro al ritorno (come ho fatto io).

Veduta aerea dei lagustelli (la freccia rossa indica il bivio)

Qualunque strada voi prendiate, che sia quella più breve o quella un po' più lunga, lo spettacolo che vi troverete di fronte una volta giunti sulle rive del lago Fraturno è lo stesso: uno specchio d'acqua che non ha nulla a che spartire col suo fratello minore, ma che anzi assomiglia moltissimo, per il contesto paesaggistico in cui è inserito (un bellissimo bosco di salici, aceri e canne palustri) e per i suoi meravigliosi riflessi, ad alcuni laghi visti in Trentino (c'è anche una casermetta della forestale!).

Il Lago Fraturno e i suoi favolosi riflessi

Il Lago Fraturno e i suoi favolosi riflessi... parte seconda! 😊

Profondo circa 16 metri (contro i 40 del Marraone!) e costeggiato per metà da una stradina staccionata, il lago Fraturno è il punto di partenza perfetto per numerose escursioni e passeggiate sui circostanti Monti Lucretili.

Un tratto del sentiero lungolago

La più interessante, da un punto di vista prettamente storico, è senza dubbio quella che, partendo dalle sponde lacustri, conduce in poco meno di 15 minuti alle rovine di Castel del Lago, insediamento per lungo tempo legato all'Abbazia di Farfa ed abbandonato, in seguito alla perdita di importanza strategico-militare del territorio, sul finire del XV secolo.

Segnavia in prossimità del lago (© www.flickr.com)

Raggiungibile seguendo le indicazioni per le "Rovine Morella" (segnavia 307B,) ma difficilmente individuabile per via della scarsità di resti murari visibili, il sito rappresenta un interessante esempio di castrum fortificato medievale, e la posizione strategica di cui gode, praticamente a picco sui laghetti, unita alla difficoltosa percorribilità del sentiero che vi conduce, quasi del tutto invaso da cespugli e rovi, contribuiscono certamente ad aumentarne il fascino.

Ciò che resta del sito di Castel del Lago: tratti di mura sparsi qua e là (© www.parcolucretili.it)

Visitati i resti dell'antico insediamento, basta percorrere a ritroso la strada dell'andata per rientrare, in circa un paio d'ore, a Percile. 

Il rientro a Percile

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