Se siete capitati in questo blog è perché, presumo, siete amanti della montagna.
E se siete amanti della montagna, della natura e delle camminate all'aria aperta, e come me abitate a Roma o nelle sue immediate vicinanze, l'escursione che sto per descrivervi potrebbe rappresentare un'ottima occasione per scoprire angoli insoliti ed incontaminati di una regione, il Lazio, conosciuta sicuramente più per le sue bellezze storico-archeologiche che per quelle paesaggistiche.
 |
Benvenuti a Percile! |
Punto di partenza della nostra escursione è
Percile, grazioso borgo dell'hinterland romano situato in cima ad una collinetta calcarea affacciata sull'Alta Valle del torrente Licenza ed immerso nel silenzio del
Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili: un'area protetta dall'estensione superiore ai 18.000 ettari, dominata dalle verdeggianti dorsali, visibili anche dalla capitale, del
Monte Pellecchia (1.368 metri) e del
Monte Gennaro (1.271 metri) ed attraversata, pensate un po', da una
rete sentieristica dalla lunghezza complessiva di
oltre 230 km.
 |
Scorcio di Percile al tramonto |
Cosa c'è di interessante da vedere in un paesino che deve il suo nome ad un'antica famiglia romana - la famosa
Gens Porcia, proprietaria, pare, di diversi possedimenti in zona - e la cui popolazione supera di poco i
200 abitanti? Apparentemente nulla, se si escludono un paio di chiese ed il classico intrico di vicoli e piazzette che caratterizza gran parte dei borghi laziali. Basta però allontanarsi di poco dal centro abitato per ritrovarsi catapultati in un ambiente inaspettatamente lussureggiante, in cui a farla da padroni sono
due minuscoli laghetti di origine carsica (meglio noti come "
lagustelli"), ubicati a circa
6 km di distanza da Percile e definiti da Wikipedia "
una delle attrazioni naturalistiche principali della zona".
 |
Segnaletica all'interno del Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili |
Se vi trovate da queste parti per la prima volta e non sapete nulla, ma proprio nulla, di Percile, dei Monti Lucretili e tantomeno dei laghetti, una visita al
Museo Preistorico Naturalistico situato all'ingresso del paese potrebbe schiarirvi un po' le idee su quello che andrete a vedere. Inaugurato nell'autunno del 2014, l'edificio si compone in tutto di
due sale espositive:
una al livello stradale, dove a riportarci indietro nel tempo sono una serie di
antichissimi reperti litici rinvenuti all'interno della riserva, e
una al primo piano, dove è invece possibile, grazie ad alcune repliche di strumenti preistorici, misurare la propria abilità nel tagliare e scheggiare la pietra.
 |
Diorama raffigurante alcune scene di caccia e macellazione di una preda posto al primo piano
del museo |
Ma torniamo all'obiettivo della nostra escursione, ovvero i
lagustelli.
L'itinerario per raggiungere questi due affascinanti specchi d'acqua
non presenta particolare dislivello e può essere intrapreso da tutti senza difficoltà sia dalla piazzetta principale di Percile, dove una freccia marrone ben evidente indica la direzione da seguire, sia dal cancello della "
Tenuta Lago", distante circa
4 km dal centro del paese e raggiungibile anche in macchina percorrendo la stessa strada.
 |
L'inizio del sentiero per i lagustelli; sullo sfondo, Palazzo Iori |
Se avete bimbi piccoli o non vi reputate abbastanza allenati per affrontare il percorso nella sua interezza, quest'ultima potrebbe essere la scelta migliore; se invece come me amate camminare, vi consiglio di optare per la prima soluzione, soprattutto considerando la distanza irrisoria (
1,8 km) che separa il cancello dai laghetti e che quindi renderebbe la vostra escursione troppo breve (per quanto riguarda l'auto, potrete lasciarla nell'ampio parcheggio libero situato pochi metri prima del museo).
 |
La chiesetta di Sant'Anatolia nel cuore del centro storico di Percile |
Oltrepassati Palazzo Iori e la seicentesca chiesetta di Sant'Anatolia, vero e proprio gioiellino artistico che vale da solo una visita al borgo, ci incamminiamo subito lungo l'agevole strada carrabile che, costeggiando le ultime abitazioni di Percile, conduce dritta sino al cosiddetto punto panoramico "Aquila", rilassante belvedere con panchine da cui godere di una bellissima vista sulle montagne e i boschi che circondano la zona (per chi fosse munito di mappa, il segnavia da seguire è il 307).
 |
Punto panoramico "Aquila" |
Il tempo di scattare qualche foto e ci rimettiamo dunque in marcia, per raggiungere dopo circa mezz'ora di leggera salita il cancello della "Tenuta Lago", oltre il quale è possibile proseguire solo a piedi (ovviamente questo vale per chi è arrivato fin qui in auto, gli altri non dovranno far altro che continuare la loro passeggiata).
 |
In marcia verso la "Tenuta Lago" |
Aggirato il cancello grazie ad un'apertura sulla sua sinistra, il sentiero comincia a questo punto a scendere, attraversando magnifiche radure erbose e superando un'area picnic attrezzata con tavoli e panche nei dintorni della quale non è difficile imbattersi in gruppi di mucche e cavalli che pascolano in libertà.
 |
Area pic-nic lungo la strada per i lagustelli |
Giunti in prossimità di un affascinante edificio in disuso, di fronte al quale un massiccio fontanile in pietra sembra invitarci a fare scorta d'acqua (e chi siamo noi per rifiutare?), il percorso prosegue all'interno di un bellissimo querceto secolare, guidandoci in men che non si dica fino al primo nonché più piccolo dei due laghetti.
 |
Affascinante edificio in disuso immerso nel silenzio del Parco Naturale dei Monti Lucretili |
Formatosi per impermeabilizzazione del fondo di un'antica dolina alimentata da sorgenti perenni, il laghetto Marraone si intravede a malapena, ed un cartello affisso sulla recinzione che lo circonda sconsiglia, per ovvi motivi di sicurezza e per non intaccarne il delicato ecosistema, di avvicinarsi alle sue ripidissime sponde, poste ben 20 metri più in basso rispetto a quelle del suo vicino.
 |
Arrivo al Lago Marraone |
Raggiunto il primo lagustello, possiamo quindi scegliere se proseguire dritti e raggiungere il lago Fraturno dopo appena 100 metri, oppure svoltare a destra e arrivare alla stessa destinazione ma con una passeggiata di circa 1 km.
 |
Veduta aerea dei lagustelli (la freccia rossa indica il bivio) |
Qualunque strada voi prendiate, che sia quella più breve o quella un po' più lunga, lo spettacolo che vi troverete di fronte una volta giunti sulle rive del
lago Fraturno è lo stesso: uno specchio d'acqua che non ha nulla a che spartire col suo fratello minore, ma che anzi assomiglia moltissimo, per il contesto paesaggistico in cui è inserito - un fitto bosco di pioppi, aceri e canne palustri - e per i suoi strabilianti riflessi, ad alcuni laghi visti in Trentino (c'è anche una casermetta della forestale!).
 |
Il lago Fraturno e i suoi strabilianti riflessi |
Profondo circa 16 metri - contro i 40 del Marraone! - e costeggiato per metà da una stradina staccionata, il lago Fraturno è il punto di partenza perfetto per diverse escursioni alle pendici dei Monti Lucretili. Da un punto di vista prettamente storico, una delle più interessanti è senza dubbio quella che, partendo dalle sponde lacustri, conduce in circa 15 minuti di cammino sino alle rovine di
Castel del Lago, insediamento per lungo tempo legato all'
Abbazia di Farfa ed abbandonato, in seguito alla perdita di importanza strategico-militare del territorio, sul finire del XV secolo. Raggiungibile seguendo le indicazioni per le "
Rovine Morella" (segnavia
307B), il sito rappresenta un interessante esempio di
castrum fortificato medievale, e la posizione strategica di cui gode, praticamente a picco sui laghetti, unita alla difficoltosa percorribilità del sentiero che vi conduce, quasi del tutto invaso da cespugli e rovi, contribuiscono certamente ad aumentarne il fascino.
 |
Segnavia in prossimità del lago Fraturno |
Visitati i resti dell'antico insediamento, basta percorrere a ritroso la strada dell'andata per rientrare, in circa un paio d'ore, a Percile.
 |
Il rientro a Percile |
INFORMAZIONI PRATICHE:
Il
Comune di Percile si trova nel Lazio, a poco meno di un'ora di macchina da Roma e qualche manciata di km dal confine con l'Abruzzo. Per chi proviene
dalla zona est della capitale, raggiungere questo piccolo borgo incastonato alle pendici dei Monti Lucretili è semplicissimo: basta infatti percorrere l'A24 fino allo svincolo
Vicovaro-Mandela e una volta qui proseguire lungo la
Via Licinese superando gli abitati di Roccagiovine e Licenza. Per chi volesse invece utilizzare i
mezzi pubblici, il discorso è leggermente più complesso, poiché la frequenza delle corse per Percile sia dalla Stazione Ponte Mammolo di Roma che da Tivoli è molto, molto scarsa (per ulteriori informazioni, potete comunque dare un'occhiata
a questo link).
Nessun commento:
Posta un commento