Una delle cose che più amo fare quando sono in montagna, oltre alle immancabili scarpinate in direzione di malghe, rifugi e laghetti d'alta quota, è andare a caccia di chiesette e altri piccoli luoghi di culto sperduti tra i boschi o adagiati nel mezzo di verdissimi prati distanti quanto basta dal brusìo del fondovalle.
Oggi voglio parlarvi di quelli che sono riuscita a scovare percorrendo la miriade di sentieri che attraversano la Val di Funes, veri e propri scrigni di storia, leggende e tradizioni, imperdibili per chi decidere di trascorrere le proprie vacanze all'ombra delle splendide Odle. Mappa alla mano e via, cominciamo! 😊
Oggi voglio parlarvi di quelli che sono riuscita a scovare percorrendo la miriade di sentieri che attraversano la Val di Funes, veri e propri scrigni di storia, leggende e tradizioni, imperdibili per chi decidere di trascorrere le proprie vacanze all'ombra delle splendide Odle. Mappa alla mano e via, cominciamo! 😊
Cominciamo il nostro tour alla scoperta delle 16 chiesette più suggestive della Val di Funes partendo da Tiso, località che, come già accennatovi in questo mio vecchio post, ospita in tutto due chiesette: una più grande, situata all'ingresso del paese e dedicata al Sacro Cuore di Gesù, ed una più piccola, posizionata sulla cima di un colle poco al di fuori del centro abitato e denominata del Santo Sepolcro.
Edificata nel 1475 sulle rovine di una preesistente cappella intitolata alla Madonna, andata distrutta in seguito al forte terremoto che colpì la zona quattro anni prima, e ristrutturata dall'architetto Josef Vonstadl intorno alla fine del XIX secolo, la chiesa del Sacro Cuore di Gesù è, dopo la parrocchiale di San Pietro, uno degli edifici religiosi più imponenti di tutta la valle. In stile neogotico, è affiancata da un appuntito campanile di origine cinquecentesca alto ben 57 metri, al cui interno è custodita un'enorme campana affettuosamente chiamata Annemarie, costruita a Innsbruck nel 1734 e considerata dagli abitanti locali un vero e proprio portafortuna (al punto che, quando durante la prima guerra mondiale ne venne ordinata la fusione per produrre munizioni, le donne del paese, pur di salvarla, decisero di nasconderla in un pozzo).Orari d'apertura: aperta tutti i giorni.
![]() |
Da sinistra in senso orario: il retro della chiesa del Sacro Cuore di Gesù (© Flickr); dettagli degli interni (© Google Maps); veduta da lontano dell'edificio e di Tiso (© www.suedtirolerland.it) |
Visitata la parrocchiale e imboccato il sentiero geologico numero 3, ci ritroviamo ben presto al cospetto di quello che, almeno in antichità, era ritenuto uno dei punti più panoramici ed inaccessibili di tutta la Val di Funes: il Monte Calvario.
Abitato fin dalla preistoria per via della sua posizione dominante, perfetta per tenere sotto controllo sia gli ampi pianori che i monti circostanti, fu proprio intorno a questo piccolo colle che si formò, forse addirittura nel 1157, il paese di Tiso, ed è proprio sulla sua sommità che sorge oggi la luccicante cappella del Santo Sepolcro, costruita sul finire del XVII secolo e contenente due belle sculture della Madonna Addolorata e di Gesù disteso nella tomba.
Avventurandosi lungo uno dei fianchi del Monte Calvario, irrinunciabile è poi una visita al bunker e alle trincee realizzati nel 1915 da alcuni prigionieri di guerra russi, utilizzati dalla popolazione locale per ripararsi dai bombardamenti e dagli attacchi aerei che colpirono la valle durante il secondo conflitto mondiale ed oggi esplorabili (gratis!) grazie ad una serie di comode scalette e parapetti in legno.
Orari di apertura: sempre aperta.
![]() |
La cappella del Santo Sepolcro (© Flickr) |
Menzionata per la prima volta nel 1307, anche la chiesa di Nave ospita al suo interno diverse opere d'arte degne di nota, come i tre busti dipinti sulla volta del coro, raffiguranti la Madonna col Bambino, San Bartolomeo e San Wolfgang, e la meravigliosa pala d'altare realizzata nel 1520 dal pittore austriaco Ruprecht Potsch; quasi nascosta sul retro dell'altare è invece una raffigurazione del "Volto Santo", che per via della sua bocca sfigurata è stata a lungo considerata un'icona di riferimento per i pellegrini afflitti da problemi odontoiatrici.
Orari d'apertura: aperta su richiesta.
![]() |
La chiesetta di San Bartolomeo a Nave: veduta esterna (© Wolfgang Moroder) e affreschi interni |
Per quanto riguarda invece gli interni, avendola trovata io stessa sempre chiusa e non essendo riuscita a scovare altre informazioni in rete, non so dirvi né se contenga particolari opere d'arte, né se sia possibile visitarla (perdonatemi!).
![]() |
La deliziosa cappella della Madonna in località Pardell (© Wolfgang Moroder) |
Orari d'apertura: aperta su richiesta.
![]() |
La chiesetta di San Michele nella frazione di Pizzago (© Wolfgang Moroder) |
Aggirata la chiesa di Pizzago, una strada in salita ci conduce dritti fino alla piazza principale di San Pietro (quella, per intenderci, dove c'è il Municipio), al centro della quale svetta, seminascosto tra alberghi storici e abitazioni tipiche, il filiforme campanile della parrocchiale dedicata ai Santi Pietro e Paolo.
Menzionato per la prima volta agli inizi dell'XI secolo, l'edificio deve in realtà il suo aspetto attuale a rimaneggiamenti risalenti a poco più di duecento anni fa, quando ad essere incaricati della sua progettazione e della realizzazione degli strepitosi affreschi interni furono l'architetto bolzanino Matthäus Wachter, che gli conferì un'elegante impronta classicista, ed il pittore tirolese Joseph Schöpf, ultimo dei grandi decoratori barocchi fioriti in Alto Adige sul finire del Settecento.
Per gli amanti del genere, molto suggestivo è il piccolo cimitero situato alle spalle della chiesa, dove è possibile ammirare, tra le tante tombe ospitate, anche quella del giovane Günther Messner, fratello del più famoso Reinhold (originario proprio di San Pietro) travolto da una valanga durante una spedizione sul Nanga Parbat.
Orari d'apertura: aperta tutti i giorni.
Menzionato per la prima volta agli inizi dell'XI secolo, l'edificio deve in realtà il suo aspetto attuale a rimaneggiamenti risalenti a poco più di duecento anni fa, quando ad essere incaricati della sua progettazione e della realizzazione degli strepitosi affreschi interni furono l'architetto bolzanino Matthäus Wachter, che gli conferì un'elegante impronta classicista, ed il pittore tirolese Joseph Schöpf, ultimo dei grandi decoratori barocchi fioriti in Alto Adige sul finire del Settecento.
Per gli amanti del genere, molto suggestivo è il piccolo cimitero situato alle spalle della chiesa, dove è possibile ammirare, tra le tante tombe ospitate, anche quella del giovane Günther Messner, fratello del più famoso Reinhold (originario proprio di San Pietro) travolto da una valanga durante una spedizione sul Nanga Parbat.
Orari d'apertura: aperta tutti i giorni.
Orari d'apertura: aperta nei mesi di giugno, luglio, agosto, settembre ed ottobre, solo il martedì e il giovedì dalle 16.00 alle 18.00.
![]() |
Dettagli della chiesetta di San Valentino; in alto a destra, il bellissimo affresco raffigurante San Cristoforo posizionato su una delle pareti esterne dell'edificio |
A poca distanza dalla chiesa di San Valentino, a fare capolino al centro di un vasto prato di proprietà dell'Agriturismo Miglanzhof, è una piccola cappella dedicata alla Madonna Dolorosa, costruita nel lontano 1883 e contenente, accanto ad alcuni ritratti della madre di Gesù, pure due piccole statue di San Isidoro e Santa Valpurga.
Trattandosi anche in questo caso di una cappella privata, per visitarla è necessario rivolgersi ai proprietari del maso limitrofo, ma vi assicuro che una volta entrati non rimarrete indifferenti al fascino che solo un luogo così raccolto sa trasmettere.
Tornati indietro fino a San Pietro, prima di lasciare il paese alla volta delle ultime due località valligiane (Colle e Santa Maddalena), una breve deviazione ci conduce fino alla solitaria chiesetta di San Giacomo, raggiungibile sia in auto che a piedi percorrendo una stretta stradina alberata anticamente utilizzata dai pellegrini per raggiungere la vicina Valle Isarco (da cui la scelta di intitolare l'edificio proprio a San Giacomo, protettore degli escursionisti e dei viaggiatori).
Orari d'apertura: aperta nei mesi di giugno, luglio, agosto, settembre ed ottobre, solo il giovedì e la domenica dalle 16.00 alle 17.30.
![]() |
La chiesetta di San Giacomo poco prima di essere avvolta dalla nebbia (sembra anche a voi che le finestrelle del campanile stiano gridando aiuto?) |
Allontanandoci da San Pietro in direzione della frazione di Colle, lungo il tratto del Sonnseitenweg (o "Sentiero del sole") che collega il capoluogo valligiano a Santa Maddalena, a fare capolino accanto all'elegante Hotel Gsoihof è una graziosa cappella risalente alla metà dell'Ottocento, ristrutturata nel 1983 e sormontata da una singolare torretta campanaria in legno. Al suo interno, impossibile non rimanere colpiti dagli ex-voto appesi alle pareti, che insieme alle tante statue di Gesù posizionate intorno all'altare, fanno di questo luogo una delle testimonianze più preziose della profonda religiosità degli antichi abitanti locali.
Orari d'apertura: sempre aperta.
Orari d'apertura: sempre aperta.
![]() |
Cappella in prossimità dell'Hotel Gsoihof (© Wolfgang Moroder) |
Percorsa a ritroso qualche manciata di metri, imbocchiamo a questo punto via Coller, per ritrovarci dopo pochi minuti in prossimità di un'isolata cappella dedicata a Sant'Antonio (conosciuta dai valligiani col nome tedesco di Vikolerbild), risalente al 1903 e situata all'esatto crocevia tra due sentieri, il Bergbauernweg ed il Panoramaweg, ad un'altitudine di circa 1.400 metri. Di fronte alla chiesetta, una comoda panca in legno offre l'opportunità di fermarsi per una sosta, godendo al contempo di un silenzio e di una vista unici.
Orari d'apertura: sempre aperta.
Proseguendo lungo la Strada Provinciale 163, raggiungiamo quindi - finalmente! - la frazione di Colle, dove ad accoglierci è un'altra chiesetta, costruita nel 1945 dal signor Josef Portner - come si evince dalla data e dalla sigla "JP" riportate nella parte alta della facciata - e consacrata alla Sacra Famiglia.
Di proprietà del vicino Maso Ritzhof, con le sue finestrelle ogivali ed il bel portoncino in legno, questo piccolo luogo di culto rappresenta senza dubbio un motivo in più per avventurarsi alla scoperta di una località (Colle) praticamente sconosciuta ai turisti e frequentata soltanto da escursionisti di passaggio.
Orari di apertura: sempre aperta.
![]() |
Cappella consacrata alla Sacra Famiglia presso la frazione di Colle (© Sandra Putzer) |
Ancora più suggestiva, per dimensioni e posizione, è la cappella appartenente al Residence Schopplhof, distante appena 2 km dal Maso Ritzhof (procedendo in direzione del Passo delle Erbe) e risalente agli inizi del Novecento.
Orari di apertura: aperta su richiesta.
Visitata la frazione di Colle, ci dirigiamo a questo punto verso Santa Maddalena, ultima località della Val di Funes la cui fama è dovuta non soltanto alla meravigliosa cornice paesaggistica che la circonda, ma soprattutto al fatto di ospitare due tra le chiesette più fotografate dell'intero Alto Adige, vale a dire quella dedicata a Santa Maddalena, dalle origini antichissime, e quella intitolata invece a San Giovanni Nepomuceno, vero e proprio capolavoro d'arte barocca.
Orari di apertura: aperta tutti i giorni.
![]() |
La chiesetta di Santa Maddalena |
Riscendendo verso il centro di Santa Maddalena ed incamminandoci lungo la strada che collega il paese al Parcheggio Waldschenke, punto di partenza perfetto per escursioni e passeggiate nel cuore del Parco Naturale Puez-Odle, un sentierino in mezzo ai prati ci guida sino all'antico Maso Oberkantiolhof, attestato, pensate un po', fin dal XIII secolo ed oggi riconvertito in un accogliente agriturismo.
A pochi passi dall'edificio, adagiata su un prato verdissimo delimitato da una bassa staccionata in legno, a catturare l'attenzione è una luccicante chiesetta intitolata a Maria, di origini settecentesche e con un bel soffitto dipinto d'azzurro.
Orari di apertura: aperta su richiesta.
![]() |
Cappella del Maso Oberkantiolhof (foto tratta dal sito del maso) |
Visitata quest'ultima cappella, ci dirigiamo quindi verso il Maso Ranui, vecchio casale originariamente di proprietà dei Signori di Gufidaun, acquistato nel 1665 dal commerciante Michael Jenner che lo trasformò in una bellissima residenza di caccia, facendone affrescare le stanze con scene di vita quotidiana e raffigurazioni di animali inseguiti da uomini a cavallo (per farvi un'idea dell'incredibile modernità e minuziosità di queste opere, date un'occhiata qui... resterete sbalorditi!).
Edificata nel 1744 proprio da uno dei discendenti di Jenner e posizionata al centro di un enorme prato circondato dal bosco, anche la chiesetta di San Giovanni Nepomuceno è impreziosita, sia internamente che esternamente, da vivaci motivi decorativi barocchi e suggestive immagini della vita del santo dedicatario, che la rendono così colorata e perfetta da sembrare uscita da un libro di fiabe.
Ma chi era Giovanni Nepomuceno? Esistono diverse leggende circa la vita e la morte di questo giovane sacerdote originario di Nepomuk (piccola cittadina della Repubblica Ceca occidentale), ma una delle più diffuse è sicuramente quella secondo la quale, dopo essersi rifiutato di rivelargli i tradimenti della regina consorte (di cui era confessore), sarebbe stato fatto torturare, e quindi gettare vivo nella Moldava, dal gelosissimo Venceslao IV di Boemia. Secondo un'altra credenza, nel momento esatto in cui il corpo cadde nel fiume, cinque stelle comparvero sulla superficie dell'acqua: ecco perché sulla punta del campanile della chiesetta del Maso Ranui c'è una stella (ci avevate mai fatto caso?), ed ecco anche perché, in molte città d'Italia e d'Europa, San Nepomuceno è ancora oggi venerato come protettore dalle alluvioni e patrono delle persone in pericolo d'annegamento.
Orari di apertura: sempre aperta; prenotabile anche per cerimonie religiose.
Edificata nel 1744 proprio da uno dei discendenti di Jenner e posizionata al centro di un enorme prato circondato dal bosco, anche la chiesetta di San Giovanni Nepomuceno è impreziosita, sia internamente che esternamente, da vivaci motivi decorativi barocchi e suggestive immagini della vita del santo dedicatario, che la rendono così colorata e perfetta da sembrare uscita da un libro di fiabe.
Ma chi era Giovanni Nepomuceno? Esistono diverse leggende circa la vita e la morte di questo giovane sacerdote originario di Nepomuk (piccola cittadina della Repubblica Ceca occidentale), ma una delle più diffuse è sicuramente quella secondo la quale, dopo essersi rifiutato di rivelargli i tradimenti della regina consorte (di cui era confessore), sarebbe stato fatto torturare, e quindi gettare vivo nella Moldava, dal gelosissimo Venceslao IV di Boemia. Secondo un'altra credenza, nel momento esatto in cui il corpo cadde nel fiume, cinque stelle comparvero sulla superficie dell'acqua: ecco perché sulla punta del campanile della chiesetta del Maso Ranui c'è una stella (ci avevate mai fatto caso?), ed ecco anche perché, in molte città d'Italia e d'Europa, San Nepomuceno è ancora oggi venerato come protettore dalle alluvioni e patrono delle persone in pericolo d'annegamento.
Orari di apertura: sempre aperta; prenotabile anche per cerimonie religiose.
Aggiornamento: a partire dal 2019, per accedere al prato sul quale sorge la chiesetta, è obbligatorio attraversare un tornello a pagamento (costo 4 €).
![]() |
Esiste forse al mondo (voglio esagerare!) una chiesetta più bella di questa? Io dico di no! |
Per chi fosse interessato a visitarle e volesse pertanto conoscerne l'esatta ubicazione, ho preparato una mappa, indicando con delle stelline rosse numerate da 1 a 16 (l'ordine è lo stesso con cui ve le ho elencate io nel post) il paese o la frazione in cui ciascuna di esse sorge... spero possa tornarvi utile! 😉
Che bello Giorgia! Questo è davvero un post particolare e originale. Queste chiesette sono adorabili, veramente bucoliche. Mi sono piaciute particolarmente quella di San Giacomo (quella nebbia è straordinariamente suggestiva) e San Giovanni in Ranui. Hai ragione: è bellissima!
RispondiEliminaGrazie mille Eliana! Anch'io quando ho visto dal vivo la chiesetta di San Giovanni in Ranui sono rimasta sbalordita dalla vivacità dei suoi colori, sembrava un giocattolino talmente era bella! Con quel panorama alle spalle poi, perfetta per essere fotografata da tutte le angolazioni possibili ;-)
EliminaMa son l'una più bella dell'altra!! La chiesetta di San Giacomo è molto suggestiva con la nebbia che la circonda <3
RispondiEliminaVero? Vederla scomparire, e poi ricomparire di nuovo, avvolta dalla nebbia, è stata un'emozione unica... Sarei rimasta ore a guardarla :-)
Elimina