sabato 25 febbraio 2017

16 CHIESETTE BELLISSIME DA NON PERDERE IN VAL DI FUNES:
DOVE TROVARLE E QUANDO VISITARLE

Una delle cose che più amo fare quando sono in montagna, oltre alle immancabili scarpinate in direzione di malghe, rifugi e laghetti d'alta quota, è andare alla ricerca di antiche chiesette e altri piccoli luoghi di culto sperduti tra i boschi o nascosti in luoghi solitari e poco frequentati sia dai turisti che dagli abitanti locali.
Oggi voglio parlarvi di quelli che sono riuscita a scovare percorrendo i bellissimi sentieri che attraversano la Val di Funes, veri e propri scrigni di storia, leggende e tradizioni, imperdibili per chi decidere di trascorrere le proprie vacanze in questa straordinaria vallata dolomitica. Mappa alla mano e via, si va! 😊

Chiesetta tipica in Val di Funes (se qualcuno sa come si chiama, batta un colpo!)

Cominciamo il nostro tour alla scoperta dei 16 santuari più suggestivi della Val di Funes partendo da Tiso, località che, che come già accennatovi in questo mio vecchio post, ospita in tutto due chiesette: una più grande, situata all'ingresso del paese e dedicata al Sacro Cuore di Gesù, ed una più piccola, posizionata sulla cima di un colle poco al di fuori del centro abitato e denominata del Santo Sepolcro.
Edificata nel 1475 sulle rovine di una preesistente cappella intitolata alla Madonna, andata distrutta in seguito al forte terremoto che colpì la zona quattro anni prima, e ristrutturata dall'architetto Josef Vonstadl intorno alla fine del XIX secolo, la chiesa del Sacro Cuore di Gesù è, dopo la parrocchiale di San Pietro, uno degli edifici religiosi più imponenti di tutta la valle.
In stile neogotico, è affiancata da un appuntito campanile di origine cinquecentesca alto la bellezza di 57 metri, al cui interno è custodita un'enorme campana affettuosamente chiamata Annemarie, costruita a Innsbruck nel 1734 e considerata dagli abitanti locali un vero e proprio portafortuna (al punto che, quando durante la prima guerra mondiale ne venne ordinata la fusione per produrre munizioni, le donne del paese, pur di salvarla, decisero di nasconderla in un pozzo).

Orari d'apertura: aperta tutti i giorni.

Da sinistra in senso orario: il retro della chiesa del Sacro Cuore di Gesù (© Flickr); dettagli degli 
interni (© Google Maps); veduta da lontano dell'edificio e di Tiso (© www.suedtirolerland.it)

Visitata la parrocchiale e imboccato il sentiero geologico numero 3, ci ritroviamo ben presto al cospetto di quello che, almeno in antichità, era ritenuto uno dei punti più panoramici ed inaccessibili di tutta la Val di Funes: il Monte Calvario.
Abitato fin dalla preistoria per via della sua posizione dominante, perfetta per tenere sotto controllo sia gli ampi pianori che i monti circostanti, fu proprio intorno a questo piccolo colle che si formò, forse addirittura nel 1157, il paese di Tiso, ed è proprio sulla sua sommità che sorge oggi la bianchissima cappella del Santo Sepolcro, costruita sul finire del XVII secolo e contenente due belle sculture della Madonna Addolorata e di Gesù disteso nella tomba.
Avventurandosi lungo uno dei fianchi del Monte Calvario, irrinunciabile è poi una visita al bunker e alle trincee realizzati nel 1915 da alcuni prigionieri di guerra russi, utilizzati dalla popolazione locale per ripararsi dai bombardamenti e dagli attacchi aerei che colpirono la valle durante il secondo conflitto mondiale ed oggi esplorabili (gratis!) grazie ad una serie di comode scalette e staccionate in legno.

Orari di apertura: sempre aperta.

La cappella del Santo Sepolcro (© Flickr)

Rientrati a Tiso lungo il sentiero dell'andata, ci rimettiamo quindi in macchina, seguendo stavolta la stradina in discesa con inizio in prossimità del Museo Mineralogico, ed ecco spuntare dopo un paio di tornanti, circondata da una distesa di meleti e castagneti centenari, la minuscola chiesetta di San Bartolomeo, le cui chiavi sono custodite presso l'adiacente Maso Mesnerhof.
Menzionata per la prima volta nel 1307, anche la chiesa di Nave ospita al suo interno diverse opere d'arte degne di nota, come i tre busti dipinti sulla volta del coro, raffiguranti la Madonna col Bambino, San Bartolomeo e San Wolfgang (vedi foto in basso), e la meravigliosa pala d'altare realizzata nel 1520 dal pittore ed intagliatore austriaco Ruprecht Potsch; quasi nascosta sul retro dell'altare è invece una raffigurazione del "Volto Santo", che per via della sua bocca sfigurata è stata a lungo considerata un'icona di riferimento per i pellegrini afflitti da problemi odontoiatrici.

Orari d'apertura: aperta su richiesta.

La chiesetta di San Bartolomeo a Nave: veduta esterna (© Wolfgang Moroder) e affreschi
interni (© www.provincia.bz.it)

Un'altra chiesetta da non perdere, posizionata sul lato sinistro della strada che collega il borgo di Nave ai vari paesini della Val di Funes, è la deliziosa cappella dedicata alla Madonna in località Pardell, edificio sormontato da una caratteristica cupola a cipolla (molto frequente quassù in Alto Adige) e decorato in facciata da una coloratissima immagine di San Giuseppe.
Per quanto riguarda invece gli interni, avendola trovata io stessa chiusa e non essendo riuscita a scovare altre informazioni in rete, non so dirvi né se contenga particolari opere d'arte, né se sia possibile visitarla (perdonatemi!).

La deliziosa cappella della Madonna in località Pardell (© Wolfgang Moroder)

Proseguendo lungo la statale e superata una serie di alberghi e di appartamenti per vacanze, raggiungiamo pertanto la frazione di Pizzago, conosciuta per ospitare non soltanto un apprezzatissimo ristorante, ma pure una slanciata chiesetta intitolata a San Michele, riconoscibile da un affresco in facciata raffigurante il santo nella classica iconografia cristiana (ossia con le ali spiegate, l'elmo in testa e la corazza) e visitabile su richiesta rivolgendosi al vicino Albergo Lamm.

Orari d'apertura: aperta su richiesta.

La chiesetta di San Michele nella frazione di Pizzago (© Wolfgang Moroder)

Aggirata la chiesa di Pizzago, una strada in salita ci conduce dritti fino alla piazza principale di San Pietro (quella, per intenderci, dove c'è il Municipio), sulla quale svetta, seminascosto tra alberghi storici e più moderne attività commerciali, il filiforme campanile della parrocchiale dedicata ai Santi Pietro e Paolo.
Menzionato per la prima volta agli inizi dell'XI secolo, l'attuale edificio risale in realtà a poco più di duecento anni fa, quando ad essere incaricati della sua progettazione e della realizzazione degli affreschi interni furono l'architetto bolzanino Matthäus Wachter, che gli conferì un'impronta classicistica, ed il pittore tirolese Joseph Schöpf, ultimo dei grandi decoratori barocchi fioriti in Alto Adige sul finire del Settecento.
Molto suggestivo il piccolo cimitero situato alle spalle della chiesa, dove è possibile ammirare, tra le tante tombe ospitate, anche quella del giovane Günther Messner, fratello del più famoso Reinhold (originario proprio di San Pietro) travolto da una valanga durante una spedizione sul Nanga Parbat.

Orari d'apertura: aperta tutti i giorni.

Uno scorcio di San Pietro con la sua bellissima parrocchiale

Nonostante le sue ridotte dimensioni, anche la graziosa chiesa di San Valentino, raggiungibile percorrendo il cosiddetto Valentinweg, comodo sentierino asfaltato con partenza dalla piazza principale di San Pietro, custodisce al suo interno alcuni capolavori pittorici imperdibili per gli appassionati di arte sacra rinascimentale.
Magnifica soprattutto la pala d'altare raffigurante la Madonna col bambino, San Valentino e San Wolfgang, opera cinquecentesca dell'austriaco Hans Klocker, scultore tra i più rappresentativi del panorama altoatesino tardogotico (o almeno così ci dice Wikipedia!), mentre ancora più antichi sono il brillante affresco di San Giorgio in lotta col drago, riaffiorato durante scavi recenti su una delle pareti della navata, e la splendida raffigurazione di San Cristoforo risalente agli inizi del XV secolo posizionata su una delle pareti esterne dell'edificio.

Orari d'apertura: aperta nei mesi di giugno, luglio, agosto, settembre ed ottobre, solo il martedì e il giovedì dalle 16.00 alle 18.00.

Dettagli della chiesetta di San Valentino; in alto a destra, il bellissimo affresco raffigurante
San Cristoforo posizionato su una delle pareti esterne dell'edificio

A poca distanza dalla chiesa di San Valentino, adagiata al centro di un vasto pianoro di proprietà dell'Agriturismo Miglanzhof, un'altra cappella da non perdere è quella minuscola dedicata alla Madonna Dolorosa, costruita nel lontano 1883 e contenente, accanto ad alcuni ritratti della madre di Gesù, pure due piccole statue di San Isidoro e Santa Valpurga.
Trattandosi anche in questo caso di una cappella privata, per visitarla è necessario rivolgersi ai proprietari del vicino maso, ma vi assicuro che una volta entrati non rimarrete indifferenti al fascino che solo un luogo così raccolto sa trasmettere.
In più, leggenda vuole che nella foresta poco distante vivesse un tempo un gigante, la cui impronta è ancora oggi ammirabile su una pietra nascosta fra gli alberi, così com'è diffusa la credenza che tutta la zona fosse frequentata fin dall'età del Bronzo per lo svolgimento di riti sacrificali... amanti del mistero siete avvisati! 😮

Cappella presso l'Agriturismo Miglanzhof (foto tratta dal sito della struttura)

Tornati indietro fino a San Pietro, prima di lasciare il paese alla volta delle ultime due località valligiane (Colle e Santa Maddalena), una breve deviazione ci conduce fino alla solitaria chiesetta di San Giacomo, raggiungibile sia in auto che a piedi percorrendo una stretta stradina alberata anticamente utilizzata dai pellegrini per raggiungere la vicina Valle Isarco (da cui la scelta di intitolare l'edificio proprio a San Giacomo, protettore degli escursionisti e dei viaggiatori).
Menzionata per la prima volta nel 1349, anche se il suo aspetto attuale è attribuibile a rifacimenti operati ad inizio Cinquecento, la chiesa sorge in cima ad un'altura panoramica da cui godere di una vista magnifica sia sulle Odle che su tutta la vallata sottostante. Danneggiato durante il secondo conflitto mondiale, l'edificio si presenta oggi circondato da un basso muretto, ed impreziosito, sia internamente che esternamente, da vivaci affreschi seicenteschi molto ben conservati.

Orari d'apertura: aperta nei mesi di giugno, luglio, agosto, settembre ed ottobre, solo il giovedì e la domenica dalle 16.00 alle 17.30.

La chiesetta di San Giacomo poco prima di essere avvolta dalla nebbia (sembra che le
finestrelle del campanile stiano gridando aiuto?)

Allontanandoci da San Pietro in direzione della frazione di Colle, lungo il tratto del Sonnseitenweg (o "Sentiero del sole") che collega il capoluogo valligiano a Santa Maddalena, a fare capolino accanto all'elegante Hotel Gsoihof è una graziosa cappella risalente alla metà dell'Ottocento, ristrutturata nel 1983 e sormontata da una singolare torretta campanaria in legno.
Al suo interno, suggestivi soprattutto gli ex-voto appesi alle pareti, che insieme alle tante statue di Gesù posizionate sopra, sotto e ai lati dell'altare, fanno di questo luogo una delle testimonianze più preziose della profonda religiosità degli antichi abitanti locali.

Orari d'apertura: sempre aperta.

Cappella in prossimità dell'Hotel Gsoihof (© Wolfgang Moroder)

Percorsi a ritroso qualche centinaio di metri, imbocchiamo a questo punto via Coller, per ritrovarci dopo pochi minuti in prossimità di una isolata cappella dedicata a Sant'Antonio (conosciuta dai valligiani col nome tedesco di Vikolerbild), risalente al 1903 e situata all'esatto crocevia tra due sentieri, il Bergbauernweg ed il Panoramaweg, ad un'altitudine di circa 1.400 metri.

Orari d'apertura: sempre aperta.

La piccola cappella dedicata a Sant'Antonio, anche detta Vikolerbild  (© Wolfgang Moroder)

Proseguendo lungo la Strada Provinciale 163, raggiungiamo quindi - finalmente! - la frazione di Colle, dove ad accoglierci è un'altra chiesetta, costruita nel 1945 dal signor Josef Portner (come si evince dalla data e dalla sigla "JP" riportate nella parte alta della facciata) e consacrata alla Sacra Famiglia.
Di proprietà del vicino Maso Ritzhofcon le sue finestrelle ogivali ed il bel portoncino in legno, questo piccolo luogo di culto rappresenta senza dubbio un motivo in più per avventurarsi alla scoperta di una località (Colle) praticamente sconosciuta ai turisti e frequentata soltanto da escursionisti di passaggio.

Orari di apertura: sempre aperta. 

Cappella consacrata alla Sacra Famiglia presso la frazione di Colle (© Sandra Putzer)

Ancora più suggestiva, per dimensioni e posizione, è la cappella appartenente al Residence Schopplhof, distante appena 2 km dal Maso Ritzhof (procedendo in direzione del Passo delle Erbe) e risalente agli inizi del Novecento.
Situata ai margini del bosco, ad un'altitudine di circa 1.600 metri e con una vista privilegiata sui monti e sugli sterminati prati circostanti, la chiesa custodisce al suo interno una bella pala d'altare raffigurante la Via Crucis ed è raggiungibile sia in macchina che in autobus (la fermata è poco più avanti, ma se avete dubbi chiedete all'Ufficio Turistico) partendo direttamente da San Pietro.

Orari di apertura: aperta su richiesta.

La cappella del Residence Schopplhof (foto presa dal web, ma non trovo più il sito!)

Visitata la frazione di Colle, ci dirigiamo a questo punto verso Santa Maddalena, ultima località della Val di Funes la cui fama è dovuta non soltanto alla meravigliosa cornice paesaggistica che la circonda, ma soprattutto al fatto di ospitare due tra le chiesette più fotografate dell'intero Alto Adige, vale a dire quella dedicata a Santa Maddalena, dalle origini antichissime, e quella intitolata invece a San Giovanni Nepomuceno, vero e proprio capolavoro d'arte barocca.
Posizionata sulla cima di un colle frequentato fin dalla preistoria, la chiesetta di Santa Maddalena sorge nel punto esatto in cui, secondo un'antica leggenda, il Rio Fopal trascinò a valle un'immagine miracolosa della più fedele tra le discepole di Gesù. In stile tardo-gotico, fu costruita nel lontano 1492, anche se sia l'arredamento interno che i meravigliosi affreschi esterni risalgono al periodo barocco.

Orari di apertura: aperta tutti i giorni.

La chiesetta di Santa Maddalena

Riscendendo verso il centro di Santa Maddalena ed incamminandoci lungo la strada che collega il paese al Parcheggio Waldschenke, punto di partenza perfetto per escursioni e passeggiate nel cuore del Parco Naturale Puez-Odle, un sentierino in mezzo ai prati ci guida sino all'antico Maso Oberkantiolhof, attestato, pensate un po', fin dal XIII secolo ed oggi trasformato in accogliente agriturismo.
A pochi passi dall'edificio, adagiata su un prato verdissimo delimitato da una bassa staccionata in legno, a catturare l'attenzione è una luccicante chiesetta intitolata a Maria, di origini settecentesche e con un bel soffitto dipinto d'azzurro.

Orari di apertura: aperta su richiesta.

Cappella del Maso Oberkantiolhof (foto tratta dal sito del maso)

Visitata quest'ultima cappella, ci dirigiamo quindi verso il Maso Ranui, vecchio casale originariamente di proprietà dei Signori di Gufidaun, acquistato nel 1665 dal commerciante Michael Jenner che lo trasformò in una bellissima residenza di caccia, facendone affrescare le stanze con scene di vita quotidiana e raffigurazioni di animali inseguiti da uomini a cavallo (per farvi un'idea dell'incredibile modernità e minuziosità di queste opere, date un'occhiata qui... resterete sbalorditi!).
Edificata nel 1744 proprio da uno dei discendenti di Jenner e posizionata al centro di un enorme prato circondato dal bosco, anche la chiesetta di San Giovanni Nepomuceno è impreziosita, sia internamente che esternamente, da vivaci motivi decorativi barocchi e suggestive immagini della vita del santo dedicatario, che la rendono così colorata e perfetta da sembrare uscita da un libro di fiabe.
Ma chi era Giovanni Nepomuceno? Esistono diverse leggende circa la vita e la morte di questo giovane sacerdote originario di Nepomuk (piccola cittadina della Repubblica Ceca occidentale), ma una delle più diffuse è sicuramente quella secondo la quale, dopo essersi rifiutato di rivelargli i tradimenti della regina consorte (di cui era confessore), sarebbe stato fatto torturare, e quindi gettare vivo nella Moldava, dal gelosissimo Venceslao IV di Boemia. Secondo un'altra credenza, nel momento esatto in cui il corpo cadde nel fiume, cinque stelle comparvero sulla superficie dell'acqua: ecco perché sulla punta del campanile della chiesetta del Maso Ranui c'è una stella, ed ecco anche perché, in molte città d'Italia e d'Europa, San Nepomuceno è ancora oggi venerato come protettore dalle alluvioni e patrono delle persone in pericolo d'annegamento.

Orari di apertura: sempre aperta (in caso la troviate chiusa, vi basterà rivolgervi ai proprietari del Maso Ranui); prenotabile anche per ricorrenze e cerimonie religiose.

Esiste forse al mondo (voglio esagerare!) una chiesetta più bella di quella di San Giovanni
in Ranui
? Io dico di no!

Finisce così, alle pendici delle Odle, il nostro viaggio alla scoperta delle 16 chiesette più belle della Val di Funes, piccoli tesori architettonici dalla storia centenaria, custodi di tradizioni ed usanze tuttora amate e tramandate dagli abitanti locali.
Per chi fosse interessato a visitarle e volesse pertanto conoscerne l'esatta ubicazione, ho preparato una mappa, indicando con delle stelline rosse numerate da 1 a 16 (l'ordine è lo stesso con cui ve le ho elencate io nel post) il paese o la frazione in cui ciascuna di esse sorge... spero possa tornarvi utile! 😉

ELENCO CHIESETTE IN VAL DI FUNES:
1. Chiesa del Sacro Cuore di Gesù (Tiso); 2. Cappella del Santo Sepolcro (Tiso);
3. Chiesa di San Bartolomeo (Nave); 4. Cappella dedicata alla Madonna (loc. Pardell);
5. Chiesetta di San Michele (Pizzago); 6. Parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo (San Pietro);
7. Chiesa di San Valentino (San Valentino); 8. Cappella del Maso Miglanzhof (San Valentino);
9. Chiesa di San Giacomo (San Giacomo); 10. Cappella del Maso Gsoi (San Pietro);
11. Cappella Vikolerbild (Colle); 12. Cappella del Maso Ritzhof (Colle);
13. Cappella del Residence Schopplhof (Colle); 14. Chiesa di Santa Maddalena (Santa 
Maddalena); 15. Cappella del Maso Oberkantiolhof (Santa Maddalena); 
16. Chiesetta di San Giovanni in Ranui (Santa Maddalena).

RINGRAZIAMENTI SPECIALI: desidero ringraziare con tutto il cuore i proprietari dell'Albergo Lamm, dell'Agriturismo Miglanzhof, del Maso Ritzhof, del Maso Vikolerhof e dell'Hotel Gsoihof per avermi fornito informazioni utilissime sulle rispettive cappelle di famiglia. Senza il vostro prezioso aiuto probabilmente non sarei mai riuscita a completare questo post, quindi grazie grazie grazie! 💖

4 commenti:

  1. Che bello Giorgia! Questo è davvero un post particolare e originale. Queste chiesette sono adorabili, veramente bucoliche. Mi sono piaciute particolarmente quella di San Giacomo (quella nebbia è straordinariamente suggestiva) e San Giovanni in Ranui. Hai ragione: è bellissima!

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    1. Grazie mille Eliana! Anch'io quando ho visto dal vivo la chiesetta di San Giovanni in Ranui sono rimasta sbalordita dalla vivacità dei suoi colori, sembrava un giocattolino talmente era bella! Con quel panorama alle spalle poi, perfetta per essere fotografata da tutte le angolazioni possibili ;-)

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  2. Ma son l'una più bella dell'altra!! La chiesetta di San Giacomo è molto suggestiva con la nebbia che la circonda <3

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    1. Vero? Vederla scomparire, e poi ricomparire di nuovo, avvolta dalla nebbia, è stata un'emozione unica... Sarei rimasta ore a guardarla :-)

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